RIVISTA ITALIANA DIFESA
Una nuova torre per il CHALLENGER 2 31/01/2019 | Redazione

Nelle prossime settimane il Ministero della Difesa britannico potrebbe selezionare il team vincente nella gara per il CHALLENGER 2 Life Extension Project (LEP), che ha l’obiettivo di rimpiazzare le obsolete ottiche e il sistema di condotta del tiro, così da posticipare l’uscita dal servizio del carro al 2035 o 2040. A contendersi il programma, con un valore potenziale di 700 milioni di sterline per un numero di carri fra i 150 e i 227, sono il team BAE – General Dynamics Land Systems, supportate da Safran, Leonardo e Moog; e Rheinmetall, supportata da BMT, Pearson Engineering, Supacat e Thales UK. Mentre BAE aveva presentato il suo dimostratore BLACK NIGHT già al Defence Vehicle Dynamics 2018 (vedi RID 11/2018), Rheinmetall ha atteso l’International Armoured Vehicles 2019 a Londra per rivelare la sua proposta, molto più radicale. Di fatto Rheinmetall, investendo anche soldi propri, ha deciso di offrire al British Army la soluzione che desidera ma che non ha osato chiedere. Ha infatti sviluppato una torre completamente nuova, digitalizzata ed equipaggiata con il cannone ad anima liscia L55A1 in sostituzione dell’attuale L30A1 rigato e con munizioni in 2 pezzi. Così facendo si elimina la principale debolezza del CHALLENGER 2: l’impossibilità di adottare il moderno munizionamento sviluppato in ambito NATO, come gli esplosivi programmabili e i dardi APFSDS lunghi (il tedesco DM63 in tungsteno o l’americano M829A4 all’uranio impoverito). L’ottica del cannoniere viene spostata dall’attuale posizione sopra il cannone e il visore indipendente del capocarro è ora l’ORION di Thales, realizzato originariamente per l’AJAX, così da offrire al British Army anche comunanza logistica. Nel dicembre scorso Rheinmetall ha già condotto prove di tiro con la nuova torre, per ora senza equipaggio a bordo, dimostrando l’elevata maturità della sua soluzione.


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