RIVISTA ITALIANA DIFESA
La fregata Espero rientra dal suo ultimo impegno operativo 02/01/2019 | Marina Militare

È rientrata a Taranto questa mattina la fregata Espero, dopo oltre 40 giorni di intensa attività nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro. L’ormeggio è avvenuto alle 07:40, appena 40 minuti prima del passaggio in R.T.D. (Ridotta Tabella di Disponibilità), cioè in riserva, della nave. La fregata Espero, infatti, dalle 08:00 di oggi, 31 dicembre 2018, ha lasciato il servizio operativo e inizia il percorso che la porterà a essere radiata dall’elenco del naviglio militare della Marina.

A dare il bentornato all’equipaggio, che ha trascorso il Natale in mare, e a salutare l’ultimo rientro della nave, era presente il Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano.

La fregata Espero, al comando del capitano di fregata Alberto Fiorentino, è un'unità missilistica e anti sommergibile appartenente alla Classe Maestrale. Costruita a Riva Trigoso la nave è stata varata il 19 novembre 1983 ed è entrata in servizio il 4 maggio 1985.

Settima delle otto fregate della Classe Maestrale, i cui nomi sono dedicati ai venti che spirano sul mare: “Espero” è, appunto, la brezza che soffia da ponente, nell’ora del tramonto. Progettata con specifiche predisposizioni per il contrasto dei sommergibili, nave Espero durante i suoi quasi 35 anni di servizio ha evidenziato una notevole flessibilità di impiego e si è dimostrata negli anni capace di assolvere efficacemente un’ampia varietà di missioni, tra le quali si ricordano:

la campagna in Centro-Sud America nel 1987; le operazione in Golfo Persico (Golfo 1) del 1988; l’operazione Determined Force per contribuire alla stabilizzazione dall’area balcanica nel 1998; l’operazione Enduring Freedom del 2005.

Inoltre la nave ha partecipato ai gruppi navali permanenti della NATO, all’operazione Active Endeavour e Sea Guardian in Mediterraneo. Ha preso parte, nel 2011 e nel 2017, all’operazione Atalanta.Negli ultimi anni ha partecipato più volte all’operazione Mare Nostrum e, più recentemente, all’operazione di sicurezza marittima Mare Sicuro.

Con il passaggio in riserva di nave Espero, continua il processo di ridimensionamento della Squadra Navale a causa dell'invecchiamento delle unità che hanno maturato una vita media prossima o superiore ai 30 anni.


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