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Sottomarini AIP, il Giappone introduce le batterie al litio 10/10/2018 | Giuliano Da Frè

Il 4 ottobre, nel cantiere di Kobe è stato varato il sottomarino SS-511 ORYU, realizzato da Mitsubishi Heavy Industries (MHI). Si tratta dell’undicesimo battello classe SORYU, la prima ad essere operativa nella Japan Maritime Self-Defense Force (JMSDF) con il sistema di propulsione AIP realizzato dalla Kawasaki, su modello Stirling. Con l’ORYU, che sarà operativo dal marzo 2020, viene introdotta una nuova tecnologia, basata sulle innovative batterie agli ioni di litio, che a parità di ingombro consentono prestazioni migliori in termini di potenza ed autonomia, con una manutenzione meno complessa. La classe SORYU prevede la realizzazione di 14 battelli, con il primo esemplare in servizio dal 2009, e gli ultimi 4 modificati in base alla nuova tecnologia. Stando alla pianificazione elaborata nel 2013-2014, che ha avviato il potenziamento anche numerico della JMSDF, il numero di battelli operativi della Marina Giapponese è passato da 16 a 22, con un incremento del 37%. Questo ha comportato due novità. La prima, legata ad una straordinaria estensione della vita utile dei precedenti 11 OYASHIO, costruiti tra 1994 e 2008, gli ultimi di tipo diesel-elettrico. Non va dimenticato che in precedenza gli ammiragli nipponici mandavano i loro pur validi sottomarini in disarmo prima di aver compiuto i 20 anni di servizio, al massimo conservandone alcuni in riserva, o per impiego addestrativo. Inoltre, col potenziamento avviato 5 anni fa, a parte i più datati OYASHIO e MICHISHIO, consegnati nel 1998-1999, e convertiti in unità addestrative nel 2015 e 2017, per 7 battelli è stato effettuato un ulteriore upgrade, che propulsione a parte li ha portati agli stessi standard del primo lotto dei SORYU.


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