RIVISTA ITALIANA DIFESA
I nuovi radar NS-100 e NS-200 29/08/2018 | Marco Giulio Barone

Grazie ad una recente visita presso lo stabilimento di Hengelo (Olanda) abbiamo potuto fare il punto sui radar NS-100 e NS-200 di Thales Netherlands, sensori destinati principalmente ad unità navali di dimensioni contenute oppure a navi anfibie che devono operare in acque litoranee. Gli studi e i test effettuati per questa famiglia di radar hanno permesso di mettere a punto tecnologie allo stato dell’arte da applicare poi all’intera gamma di sistemi radar dell’azienda. Nel corso della Guerra Fredda il conflitto tra stati era quello atteso come prevalente. Lo scenario tipico aeronavale considerava quali minacce prioritarie velivoli armati di missili antinave oppure missili antinave lanciati da altre navi o da terra. La sfida tecnologica principale riguardava la capacità di contrastare attacchi simultanei e coordinati, con minore attenzione alla discriminazione della minaccia. D’altronde, la maggior parte delle operazioni avrebbe avuto luogo in alto mare (nelle cosiddette blue waters). Dagli anni novanta, con il proliferare delle missioni di peacekeeping o comunque a bassa intensità, le navi hanno iniziato ad operare sempre più vicino alla costa e contro minacce asimmetriche. Dunque, è cambiato sia il nemico che il contesto geografico di riferimento ed un buon radar avrebbe dovuto distinguere il bersaglio in un ambiente disturbato dal clutter; provocato da uccelli e dai fenomeni atmosferici oppure dissimulato nel traffico costiero. Secondo la visione di Thales Netherlands, per i radar odierni e futuri non si potranno più fare scelte di campo: le Marine Militari potrebbero trovarsi ad operare sia in uno scenario ad alta intensità, dove l’importanza e la numerosità delle minacce è notevole, sia in uno a bassa intensità e in ambiente litoraneo con tutte le insidie che attori non statali possono porre, oltre a numerosi scenari misti e multidimensionali.

Tutto l'articolo è disponibile su RID 9/18.


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