RIVISTA ITALIANA DIFESA
Singapore Air Show 2018 06/02/2018 | Pietro Batacchi

 

 

 

 

 

 

 

E' partita oggi la 6ª edizione del Singapore Air Show, il salone dell'aeropsazio più importante dell'Asia ed osservatorio privilegiato su tutto ciò che accade in questa parte del mondo sempre più importante e strategica. L'evento si svolge presso il Changi Exhibition Centre, complesso espositivo situato nell'area del Changi International Airport, il principale di Singapore. Tutto il complesso aeroportuale è in pieno sviluppo. La terza pista dedicata al traffico civile, lunga 13.000 piedi (3,962 km), fino a poco tempo fa usata solo da uno Squadrone di F-16 della RSAF (Republic of Singapore Air Force), è in fase di ultimazione, mentre il 4° terminal ha iniziato ad operare da fine 2017 (il 4° terminal farà raggiungere al Changi quota 82 milioni di passeggeri annui) e il 5° terminal dovrebbe invece aprir a fine 2020 ed a regime dovrebbe portare le capacità del Changi fino a 135 milioni di passeggeri l’anno. Qui, come accennato, ha anche la sua base principale la RSAF che festeggia proprio quest'anno i 50 anni di vita e che pertanto ha approfittato dell’evento per mettere in mostra le proprie (notevoli) capacità con una statica più ricca del solito ed un eccezionale display che ha visto volare contemporaneamente un cacciabombardiere pesante F-15 SG ed una coppia di F-16 C Block 52. Sfortunatamente la giornata è stata funestata dall’incidente accaduto ad un T-50 della pattuglia acrobatica sudcoreana, che ha preso fuoco durante il decollo senza tuttavia conseguenze per il pilota. Domani ci sarà anche il Presidente in persona a celebrare l’evento e verrà svelato anche un F-15 SG con una livrea speciale. Insomma, stiamo parlando di un appuntamento al quale il Paese attribuisce grande importanza. E non potrebbe essere altrimenti visto le dinamiche geopolitiche nell’area “modellate” dall’assertività di Pechino, che fa paura anche da queste parti – e poco importa che il 70% della popolazione di Singapore sia di origine cinese – senza dimenticare i rapporti non certo idilliaci di Singapore con i vicini, a cominciare dalla Malesia, e le tensioni dovute all’eterna crisi coreana. Per la città stato, dunque, difesa e sicurezza sono cose serie e non c’è miglior modo per garantirle...se non essere strettamente alleati di Washington. L'alleanza con gli USA è difatti un pilastro della politica di difesa di Singapore, puntellato ancor più di recente, nel 2015, quando è stato rinnovato il DCA (Defence Cooperation Agreement). Dunque, per Singapore gli Stati Uniti rappresentano un'assicurazione sulla vita, mentre per Washington Singapore è una pedina indispensabile nella cintura di contenimento cinese: un hub imprescindibile per lo stazionamento di forze navali, ricordiamo le 4 LCS basate qui in permanenza e la sede del Comando Logistico del Pacifico Occidentale (COMLOG WESTPAC), ma anche di assetti terrestri e forze aeree dopo la decisione di 2 anni fa di dispiegare i pattugliatori P-8 POSEIDON per monitorare le acque del sempre più caldo Mar Cinese Meridionale. Quest’anno, oltretutto, la presenza americana è ancor più visibile e massiccia del solito quasi a voler dare un messaggio a tutti, amici e nemici, sulla non equivocabilità dell’impegno statunitense per la sicurezza di tutta la regione. Quella americana è la delegazione di espositori maggiormente numerosa, oltre 170 (30 in più rispetto al 2016), e tanti sono gli aerei ed i mezzi presenti: dal C-17, all’UAV HALE SIGINT GLOBAL HAWK (arrivato qua dalla base di Andersen, Guam), per finire a F-22 e, “primissima”, F-35. Singapore è uno storico acquirente ed utilizzatore di F-16 FIGHTING FALCON ed F-15E STRIKE EAGLE (F-15 SG), ma è pure nel programma F-35, in qualità di Security Cooperation Participant, pur non avendo ancora acquisito il velivolo. Ecco allora che 2 F-35B del VMFA 121 dei Marines stanno prendendo parte al salone. Più in generale, questa è la prima apparizione della variante STOVL del velivolo di Lockheed Martin nel Sud Est asiatico. La RSFA non a caso è interessata proprio (anche) all’F-35B, che acquisirebbe per far operare da piste corte in modo da poter sfruttare al massimo piste corte e le poche infrastrutture presenti sul ristretto territorio nazionale. Venendo agli altri spunti della prima giornata di salone, ricordiamo la decisione della Malesia di chiudere definitivamente la gara per l'acquisizione di un nuovo caccia. A quanto risulta a RID, si stanno valutando altre opzioni. Una è quella dell’acquisto di F-18 usati da affiancare agli 8 esemplari già in servizio e aggiornati di di recente, l’altra riguarda il procurement di un “caccetto” e qui la soluzione più scontata sarebbe il sudcoreano FA-50. Non dimentichiamo che il velivolo della KAI è già stato acquistato da altri Paesi dell’area, a cominciare dalle Filippine, che non potevano permettersi un caccia vero e proprio. L’unico problema sarebbe il radar, israeliano, considerando che la Malesia è un Paese islamico. Detto questo, tra i requisiti più sentiti in questo scacchiere c’è quello relativo a nuovi pattugliatori marittimi. E non potrebbe essere altrimenti se si pensa alla gara navale che da diversi anni ormai sta interessando tutta l’Asia con una corsa al riarmo che coinvolge tanto il settore di superficie quanto quello subacqueo. Lo si è visto subito anche in questo primo giorno di salone con proposte che abbondano da parte di un po' tutti i produttori, occidentali e non, e ben 2 P-8 alla statica: uno americano ed uno australiano. Singapore ha, per esempio, la necessità di rimpiazzare i turboelica Fokker 50 in configurazione MPA, ma ancora il requisito non è stato consolidato e non si è deciso se restare sulla formula turboelica o se andare su quella a getto. Ancor più urgente, il requisito malese che, anzi, è addirittura prioritario in considerazione dell’età e delle limitate capacità dei Beechcraft SUPER KING AIR B200T (di cui uno, su 4, è andato perso in un incidente nel dicembre 2016). Su questo fronte è impegnata a fondo anche Leonardo con l’ATR-72 MP, che non ha caso ha partecipato all’ultima edizione del salone LIMA di Langkawi come suo primo dispiegamento all’estero. La Malesia, che ha già da un po' stanziato il budget per questo progetto, dovrebbe decidere a breve. Un'altra azienda italiana fortemente radicata a Singapore è Elettronica che è presente in diversi programmi navali ed aeronautici e che sta guardando ad alcune prospettive molto interessanti. Quest’anno presso lo stand dell’azienda si può ammirare sopratutto un modello in scala di un Bombardier Dash 8 MPA equipaggiato con il sistema ELINT ELT-800. In pratica si tratta della stessa soluzione già adottata anche dagli Emirati Arabi Uniti e che potrebbe risultare appetibile anche nell’area in virtù di quei requisiti appena esaminati. Ulteriori approfondimenti nelle prossime ore e su RID 4/18.

 


Condividi su:  
    
News Forze Armate
COMUNICATI STAMPA AZIENDE