RIVISTA ITALIANA DIFESA
S-400 TRIUMF per il Qatar 31/01/2018 | Andrea Schiaffino

Il Qatar è in trattative con la Russia per l’acquisto dell’S-400 TRIUMF, sistema missilistico contraereo mobile polivalente di ultima generazione. I colloqui sarebbero a buon punto, e rientrerebbero nel quadro di un più ampio tecnico-militare firmato l’ottobre scorso a Doha tra i Ministri della Difesa dei due Paesi. Evoluzione dei vecchi sistemi S-300, l’S-400 TRIUMF è entrato in servizio nell’aprile 2007, e attualmente sarebbero almeno 50 le batterie schierate su tutto il territorio nazionale russo, compresa l’enclave di Kaliningrad, più alcune in Crimea e Siria. I miglioramenti maggiormente degni di nota riguardano soprattutto i radar e il software. Ogni batteria, infatti, è equipaggiata con un radar multifunzione di acquisizione/guidamissili 92N6E GRAVE STONE, e da un tridimensionale da scoperta/acquisizione a lungo raggio 91N6E BIG BIRD, che può eventualmente operare in associazione con il 96L6 CHEESE BOARD. Il posto di comando mobile 55K6E, in dotazione per ogni battaglione, è in grado di controllare fino a 6 batterie. Per quanto riguarda la missilistica, l’S-400 è in grado di lanciare 4 tipi di vettori, operanti su 4 diverse distanze: 2 a lungo raggio – il 48N6 (con gittata fino a 250km) e il 40N6 (400km, a guida radar attiva) – e 2 a medio raggio – e cioè il 9M96E2 (120km), e il 9M96E (40km). Grazie a questo mix, l’S-400 è progettato per individuare e colpire qualsiasi tipo di minaccia, dai semplici aerei da guerra agli UAV, fino ai missili da crociera e balistici. In caso di emergenza il sistema, montato su veicoli da trasporto BAZ-64022 6×6 e MAZ-79100 Transporter-Erector-Launcher (TEL), viene schierato nel giro di 5 minuti e può ingaggiare fino a 36 diversi bersagli contemporaneamente. La trattativa tra Mosca e Doha, come si diceva, spianerebbe la strada a una più stretta cooperazione militare tra i due Paesi. Sebbene il Qatar sia da sempre uno dei maggiori importatori di tecnologia militare americana, questo non ha impedito alla monarchia di rivolgersi alla Russia per acquistare il nuovo sistema missilistico. Del resto, i qatarioti non sarebbero gli unici: oltre alla Cina (attualmente in attesa di consegna dei primi 6 battaglioni) e all’India (prossima alla firma del contratto per l’acquisto di 5 battaglioni), anche la Turchia ha recentemente raggiunto un’intesa con il Cremlino. Una scelta, quella di Ankara, che ha sollevato i dubbi della NATO a causa dei problemi di interoperabilità che un sistema missilistico russo, come appunto l'S-400, può presentare con il sistema di difesa aerea turco, all'interno del più ampio quadro della difesa aerea dell'Alleanza Atlantica. Il messaggio è chiaro: “scegliamo noi da chi comprare”, in piena autonomia dagli alleati e dai partner tradizionali. Allo stesso modo, con il Qatar isolato e sottoposto a sanzioni da parte delle altre monarchie del Golfo, dopo lo strappo diplomatico consumatosi l’estate scorsa, l’attivismo di Mosca nella regione potrebbe raccogliere i primi frutti, spingendo Doha a fare di necessità virtù per provvedere alla propria difesa nazionale.


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