RIVISTA ITALIANA DIFESA
Conclusa ZAPAD-17, un’esercitazione realistica 27/09/2017 | Andrea Mottola

Dal 14 al 20 settembre si è svolta l’esercitazione ZAPAD 2017 tra le Forze Armate di Russia e Bielorussia. Oltre a costituire il classico esempio di esercitazione congiunta – assieme all’altro importante evento addestrativo SHCHIT SOYUZA - inserita nel framework di un accordo firmato tra i presidenti Lukashenko e Medvedev nel 2009 - questo tipo di esercitazione “copre” anche l’altro grande evento addestrativo delle Forze Armate del Cremlino che, annualmente, coinvolge uno dei 4 distretti militari russi (in attesa della prima grande esercitazione che coinvolga il 5°, relativo alla regione Artica). Lo scorso anno fu la volta di quello meridionale con la CAUCASUS 2016, preceduta da quello centrale (2015) e da quello orientale (VOSTOK 2014). Formalmente, la ZAPAD (Ovest in lingua russa) ha visto la partecipazione di 12.700 uomini – dei quali 7.200 bielorussi e 5.500 russi - numero leggermente inferiore al limite posto dall’accordo OSCE di Vienna, risalente al 2011, che stabilisce l’obbligatorietà di un invito formale agli altri stati membri dell’Organizzazione per l’invio di 2 osservatori ognuno in caso di esercitazioni che prevedano la partecipazione di oltre 13.000 soldati. Invito che, in realtà, sia Minsk che Mosca hanno comunque mandato ai Paesi membri di varie organizzazioni internazionali, tra cui OSCE, NATO e CSTO. Questi i numeri ufficiali che, tuttavia, vanno presi con beneficio di inventario, considerando la probabile partecipazione di alcune migliaia di unità terrestri “grigie” (forze paramilitari, GRU, FSB, MIA, EMERCOM e Guardia Nazionale “Rosguard”), simili a quelle che hanno giocato – e continuano a giocare – un ruolo fondamentale nel Donbass. A titolo d’esempio, basterebbe ricordare che all’ultima edizione della ZAPAD, nel 2013, parteciparono circa 70.000 uomini. Pur formalmente partita lo scorso 14 settembre, la ZAPAD è stata preceduta da una serie di eventi preparatori iniziati la scorsa primavera con attività addestrative di C2 svoltesi a Mosca, Minsk e San Pietroburgo, test di prontezza operativa ed esercitazioni tattiche su larga scala da parte delle unità destinate a partecipare all’esercitazione, oltre al progressivo spostamento di assetti aerei, navali e terrestri e di unità logistiche (per queste ultime sono stati utilizzati 1.234 vagoni ferroviari), partito ai primi di agosto e preceduto dalla ricognizione delle sedi delle attività. Tra il 7 ed il 9 di agosto, circa 50 unità della Flotta Settentrionale e di quella Baltica, comprendenti l’incrociatore nucleare lanciamissili classe KIROV, PYOTR VELIKIY, e il sottomarino nucleare lanciamissili balistici DMITRIY DONSKOY classe TIFONE, hanno partecipato ad un’esercitazione preparatoria alla ZAPAD. Le unità logistiche russe hanno effettuato addestramento congiunto con le omologhe bielorusse tra il 21 ed il 25 agosto, nello stesso periodo (23-25 agosto) in cui unità aeree e di difesa aerea ground based dei 2 Paesi svolgevano attività di interoperabilità da basi aeree situate su territorio bielorusso (tra cui la più recente di Babruysk) sul quale, dal 12 settembre, sono stati rischierati diversi assetti aerei dell’Aeronautica Russa. L’esercitazione, che simulava la penetrazione terrestre di gruppi armati estremisti provenienti da “Veisnoria, Vesbaria e Lubenia” (paesi immaginari corrispondenti alla Bielorussia nordoccidentale, Lettonia, Lituania e Polonia) all’interno del territorio bielorusso e dell’Oblast di Kaliningrad - facenti parte dello “Stato Unito” di Russia e Bielorussia – supportati militarmente e logisticamente via aria e via mare, è stata divisa in 2 fasi. La prima (14-16/9) si presentava sotto forma di conflitto “ibrido”, nel quale il Comando Regionale congiunto si è occupato dello schieramento e dell’organizzazione delle forze terrestri nei pressi delle zone controllate dai “terroristi”, per il contenimento, l’isolamento e la successiva soppressione degli stessi con il supporto aeronavale impiegato per bloccare linee di rifornimento e di fuga; la seconda fase (17-20/9), invece, prevedeva uno scenario di guerra regionale convenzionale con l’aggressione da parte delle forze militari della coalizione dei 3 Paesi fiancheggiatori dei “terroristi”, ed il conseguente utilizzo su larga scala di assetti aerei e navali russi e bielorussi in chiave difensiva, ed una contemporanea controffensiva terrestre in un’area morfologicamente identica e geograficamente non lontana dalla “varco” di Suwalki, corridoio di confine tra Lituania e Polonia che separa l’exclave russa di Kaliningrad dalla Bielorussia, da sempre fianco scoperto della NATO e temuta porta d’ingresso di un’eventuale offensiva russa. Svoltasi sul territorio bielorusso - in particolare nelle zone di Lepiel, Borisov, Losvido, Osipovichi, nei poligoni dell’Aeronautica di Ruzhany e Domanovo e nell’area dei villaggi di Dretun e Glubokoye – a Pravdinsk, nell’exclave russa di Kaliningrad, e nelle aree di Luzhsky e Strugi Krasnye, situate in territorio russo, la ZAPAD 2017 ha visto la partecipazione di 680 tra carri armati (140) e veicoli blindati (200), pezzi d’artiglieria (160) e mortai (180), 70 velivoli ad ala fissa e rotante e 10 unità navali appartenenti alla Flotta del Baltico. Parallelamente alla ZAPAD, sono state effettuate altre attività addestrative - che hanno coinvolto i distretti militari centrale, orientale e meridionali - non direttamente legate all’esercitazione congiunta tra Bielorussia e Russia, ma legate allo scenario simulato nella ZAPAD e in aree geograficamente prossime all’area Baltica e dell’Europa nordorientale. E’ il caso delle attività svolte da unità della Flotta Settentrionale – 20 navi di superficie (tra cui il già citato incrociatore PYOTR VELIKIY e il cacciatorpediniere ADMIRAL USHAKOV classe SOVREMENNY, le corvette lanciamissili RASSVYET e AYSBERG classe NANUCHKA III e le corvette antisom classe GRISHA III BREST, SNEZHNEGORSK e YUNGA), 10 sommergibili (di cui 2 classe OSCAR 949A, OREL e VORONEZH), ed assetti aerei IL-38 e Tu-142 – che hanno effettuato una serie di esercitazioni al largo della costa norvegese di Vardoe, della Penisola di Rybachii – dove nei prossimi mesi verrà installata una batteria permanente di complessi missilistici costieri antinave 3K60 BAL (SS-C-SENNIGHT) – e nell’area di Teriberka (a nord di Severomorsk), prossima sede di un sistema antinave di difesa costiera BASTION (SS-C-5 STOOGE). Altro esempio è il test, avvenuto un paio di giorni prima della fine della ZAPAD, del sistema ISKANDER-K con lancio del missile da crociera (non SRBM) R-500, lanciato dal poligono di Kapustin Yar (oblast di Astrakhan, nella zona caspica) fino a giungere sull’obiettivo posizionato sul poligono kazako di Makat a 480 km di distanza. Lancio seguito il giorno successivo da un altro effettuato, stavolta, sul poligono di Luzhsky, in piena zona operazioni della ZAPAD. L’obiettivo principale della ZAPAD è stato quello di dimostrare la forza e le capacità militari di Mosca - in particolare quella relativa allo spostamento dei propri assetti e truppe in tempi rapidi, su vasti territori e in numeri cospicui - anche in un periodo in cui gli impegni militari russi non mancano, tenuto conto delle operazioni in corso in Siria. Quindi, focus su livello di preparazione e prontezza operativa dello strumento militare russo, con particolare attenzione alle strutture joint C2, senza trascurare la capacità di interoperabilità con le forze militari di un paese alleato. Tuttavia, tanto la ZAPAD quanto le citate esercitazioni parallele degli altri distretti, sono servite anche per testare le capacità “combat” di diversi reparti creati negli ultimi 4 anni, di nuovi sistemi d’arma (i citati T-72B3, BMPT-72 TERMINATOR-2, BMD-4M/BTR-MDM, T-90M, T-80BVM aggiornati, missili R-500, SHTIL-1, alcune componenti del programma RATNIK) o per verificare lo stato di armamenti di acquisizione meno recente ma ad alta sensibilità - come nel caso dei 2 lanci di missili balistici intercontinentali RS-24 YARS dal cosmodromo di Plesetsk nei giorni immediatamente precedenti e successivi alla ZAPAD - e dei vari assetti, in particolare quelli missilistici, legati all’implementazione della strategia A2/AD. Tutti i dettagli della ZAPAD saranno disponibili su RID 11/17.


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