RIVISTA ITALIANA DIFESA
I B-2 colpiscono ISIS in Libia 19/01/2017 | Andrea Mottola

Nella notte tra il 18 e il 19 gennaio gli Stati Uniti hanno effettuato un nuovo raid contro due campi d’addestramento di ISIS 45 km a sudovest di Sirte. Nello specifico, gli assetti coinvolti nell’attacco sono stati 3 bombardieri strategici stealth B-2 SPIRIT appartenenti al 509th Bomb Wing che imbarcavano più di un centinaio di bombe JDAM GBU-38, 2 UAV MQ-9 REAPER armati con missili AGM-114 HELLFIRE, ed un paio di velivoli impegnati in attività ISR e valutazione dei danni, tra cui un U-28A del 319th Special Operations Squadron e, probabilmente, anche un drone RQ-4 GLOBAL HAWK. Inoltre, al largo delle coste libiche era presente un’unità non precisata della US Navy equipaggiata con missili TOMAHAWK, che sarebbe intervenuta in caso di necessità. I bombardieri sono decollati il 18 mattina dalla base di Whiteman (Missouri) e giunti sui cieli libici intorno alla mezzanotte, dopo 2 rifornimenti in volo (più uno al ritorno), l’ultimo dei quali effettuato sullo stretto di Gibilterra da 2 KC-135A STRATOTANKER del 351st Air Refueling Squadron, di stanza a Mildenhall, nel Suffolk. Come detto, l’obiettivo iniziale di tale raid era l’eliminazione di 4 campi d’addestramento gestiti dai militanti di Daesh sopravvissuti alla battaglia di Sirte e ritiratisi a sud della città per riorganizzarsi. Durante i primi giorni della settimana, tuttavia, i voli effettuati dai GLOBAL HAWK dell’USAF rischierati a Sigonella e impiegati in attività ISR, così come l’attività di intelligence delle FS americane e locali presenti sul territorio, avevano evidenziato la presenza di un centinaio di membri del “Califfato” solo in 2 dei 4 campi indicati. Le prime stime del Pentagono parlano di “dozzine” di miliziani uccisi nel bombardamento, con un numero che dovrebbe essere superiore ad 80. Il raid, regolarmente comunicato ed approvato dal Governo di Accordo Nazionale libico guidato da Serraj, dimostra che, nonostante la presenza di diversi assetti aeronavali nell’area, le forze statunitensi e l’USAF in particolare, non perdono occasione per sfruttare apparecchi di enorme valenza strategica tramite le cosiddette Global Power Missions, fondamentalmente missioni dimostrative di pattugliamento strategico globale. Tali missioni, oltre a fungere da perfetto addestramento operativo per gli equipaggi, servono come ulteriore dimostrazione delle capacità dello strumento militare americano anche nel bel mezzo del periodo di transizione tra le 2 amministrazioni e nello stesso momento in cui la Russia cerca di incrementare la propria influenza in Libia.


Condividi su:  
    
News Forze Armate
COMUNICATI STAMPA AZIENDE