RIVISTA ITALIANA DIFESA
Mosca ritira il KUZNETSOV dal teatro siriano 10/01/2017 | Pietro Batacchi

Il Ministero della Difesa russo ha annunciato la riduzione dell'impegno militare russo in Siria ed il richiamo in patria dell'incrociatore portaeromobili lanciamissili KUZNETSOV. Il ridsispiegamento del KUZNETSOV era già previsto con la nave che adesso entrerà in cantiere per affrontare un lungo ed esteso intervento di refit. Secondo il Ministero della Difesa russo, i velivoli imbarcati del KUZNETSOV hanno effettuato 420 sortite colpendo 1252 obbiettivi in teatro. Non è chiaro se si tratti di tutte sortite lanciate dalla nave e o se nel conto vi siano anche le sortite compiute dai velivoli rischierati provvisoriamente nella base di Jableh. Durante le operazioni, il KUZNETSOV ha perduto 2 aerei, un MiG-29 ed un Su-33, per incidenti durante le operazioni di appontaggio. A seguito di questi episodi non è chiaro poi quale sia il livello di operatività recuperato dalla nave e se questo abbia continuato ad operare efficacemente oppure no. Quel che certo è che il dispiegamento operativo del KUZNETSOV con il suo gruppo da battaglia guidato dall'incrociatore lanciamissili a propulsione nucleare PYOTR VELIKIY è servito per trarre una serie di utili lezioni operative da travasare poi nel programma di ammodernamento della nave e per addestrare piloti, tecnici ed equipaggi considerando la scarsa esperienza dei Russi nel campo dell'impiego della portaerei e delle operazioni di proiezione. Vedremo poi quali assetti Mosca deciderà di lasciare in Siria dopo che già nella primavera 2016 aveva annunciato il ritiro delle proprie forze nel Paese, ritiro che in realtà ha costituto un semplice ridimensionamento. Attualmente, la Russia ha schierato in Siria un contingente aereo comprendente una ventina di velivoli da combattimento – Su-34, Su-35, Su-30 – altrettanti elicotteri da combattimento – Ka-52 e Mi-28 – batterie antiaeree a lungo raggio S-300 ed S-400, un robusto contingente di forze speciali operanti come consiglieri e "augmentees", un battaglione di Fanteria di Marina, un'aliquota di artiglieria ed un battaglione meccanizzato con carri T-90. In particolare, le forze speciali sono intervenute con successo nella battaglia di Aleppo operando sia in azioni dirette volte all'eliminazione dei quadri dei gruppi ribelli sia come JTAC (Joint Terminal Attack Controller) per la segnalazione e la designazione degli obbiettivi a favore dei raid aerei. Nel frattempo, nonostante il cessate il fuoco, le operazioni militari continuano in tutta la Siria. Attualmente i fronti principali sono quelli di Ghouta Est, dove i lealisti continuano la propria offensiva contro i ribelli filo-sauditi di Jaish Al Islam, l'area di Wadi Barda a nord-ovest di Damasco, dove si combatte ancora per il controllo delle fonti idriche, e di Al Bab e Raqqa. Ad Al Bab, le forze filo-turche del Free Syrian Army, appoggiate da nuclei dell'Esercito di Ankara e dai raid aerei dell'Aeronautica Turca, stanno procedendo all'accerchiamento della città con il supporto anche di raid aerei russi, mentre a Raqqa l'offensiva guidata dalle forze curde dell'YPG e appoggiata dagli Americani sta procedendo a rilento. Questi sviluppi vanno registrati quando non è ancora chiaro sei i colloqui di pace tra lealisti ed anti-governativi promossi da Russia, Iran e Turchia, il cui svolgimento è previsto a fine mese ad Astana, si terranno oppure no.


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