RIVISTA ITALIANA DIFESA
L'Italia puntella Serraj 13/09/2016 | Pietro Batacchi

La scelta del Governo italiano di inviare un ospedale militare da campo a Misurata – per curare gli oltre 2.000 feriti subiti dalla milizia cittadina nella battaglia di Sirte contro IS – e 200 paracadutisti per garantire la necessaria cornice di sicurezza è in linea con le posizioni assunte da Roma nell'ultimo anno. Un anno che ha visto il nostro Paese favorire la nascita del Governo, o meglio, del Consiglio Presidenziale di Serraj, e di sostenerlo senza ambiguità, scegliendo tra le forze che lo appoggiano, che più o meno tutte si richiamano alla Fratellanza Musulmana e in qualche caso anche all'area salafita (vedi Abdel Hakim Belhadj) – la fazione islamica più pragmatica, ovvero quella di Misurata. Una special relationship, quella con la "città stato" costiera, che si è cementata nel corso del tempo e che questa misura rafforza ulteriormente. In pratica, nel momento di massima difficoltà di Serraj, alle prese con la guerra all'IS e con l'offensiva del Generale Haftar contro la Mezzaluna petrolifera, Roma lancia un segnale forte e chiaro alla comunità internazionale: l'Italia sta dalla parte del Governo legittimo, riconosciuto come tale dall'ONU e dalla comunità internazionale. Non è un caso che da parte di diversi esponenti politici italiani si siano levate dure prese di posizioni contro l'operazione lampo del Generale Haftar che ha portato alla cattura dei terminal petroliferi prima controllati dalla Guardie di Jadran alleate di Serraj. L'Italia, dunque, mette gli scarponi a terra in maniera ufficiale e pubblica e attende le mosse di quelli che a parole dicono di sostenere il Governo legittimo, ma che nella realtà spalleggiano Haftar, e di quelli che il Generale lo sostengono apertamente.  


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