RIVISTA ITALIANA DIFESA
La NATO si prepara a nuove minacce 14/06/2016 | Germano Dottori

Alti funzionari della NATO hanno oggi illustrato alla stampa i contenuti dei principali dossier sottoposti ai Ministri della Difesa nella riunione del North Atlantic Council in corso in queste ore. Alla base di tutto ci sono 2 sviluppi concorrenti: da un lato, la circostanza che annettendosi la Crimea, la Russia avrebbe dimostrato di esser determinata a cambiare i confini con la forza e desiderare una trasformazione delle regole del gioco internazionali. Dall’altro, l’accentuarsi dell’instabilità in un territorio vastissimo che congiunge l’Afghanistan al Mediterraneo è alla base di una molteplicità di sfide che incidono sulla sicurezza. Sono queste tendenze ad imporre alla NATO un adattamento, per il quale si sono prospettate numerose misure, che costituiscono secondo i funzionari dell’Alleanza un pacchetto coerente. Di questo insieme, gli elementi principali sono il cosiddetto Readiness Action Plan, o RAP, che mira ad accrescere la reattività dell’Alleanza alle minacce militari e comporterà, anzi, sta già comportando, tra le altre cose, l’incremento del numero e delle esercitazioni ad Est, e la cosiddetta Enhaced Forward Presence, ovvero il rafforzamento delle unità schierate a presidio delle frontiere più esposte. Quattro nuovi battaglioni multinazionali, la cui composizione e leadership risulterebbero ancora da definire, verranno dispiegati in Polonia e nella Repubbliche Baltiche, mentre si prevede di basare una brigata dalle stesse caratteristiche in Romania, per coprire la frontiera sudorientale atlantica. Più generici, invece, paiono i progetti per la dimensione meridionale, per la quale si penserebbe a misure difensive adatte a fronteggiare le minacce provenienti dagli attori non statali, e per il potenziamento delle difese navali. A Bruxelles si continua a ripetere che queste misure non sono specificamente dirette contro la Russia, Paese con cui si vuole continuare a tenere aperto il dialogo, ma nessuno pare prestare attenzione alle percezioni di Mosca, che potrebbe vedere nelle nuove decisioni un’accentuazione della pressione esercitata nei suoi confronti. Alla NATO si è convinti che, per fornire la sicurezza collettiva attesa dai suoi Stati Membri, sarà comunque necessario aumentare le spese militari. Gli alleati saranno altresì chiamati a colmare le proprie vulnerabilità interne, in particolare rispettando le direttive che l’Alleanza emanerà per accrescere la cosiddetta resilienza del settore civile, ovvero la capacità delle nostre società di reagire agli shock di qualsiasi tipo. E’ stata affrontata in questo contesto anche la problematica delle difese cibernetiche, rispetto alla quale si ritiene a Bruxelles che l’Alleanza Atlantica possa far molto per facilitare la circolazione delle informazioni e diffondere le migliori pratiche affermatesi tra i Paesi alleati. Non è stato tuttavia chiarito se, con il tempo, la NATO intenda o meno fare passi ulteriori, ad esempio costituendo un proprio comando ad hoc per le operazioni nel cyber spazio, e se l’Alleanza ipotizzi di autolimitarsi alla difesa cibernetica o invece stia considerando anche la cyber offense. Si tratterebbe in effetti di materia ancora soggetta ad elaborazione o negoziati.


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