RIVISTA ITALIANA DIFESA
Il Parlamento danese dice sì all'F-35 10/06/2016 | Andrea Mottola

Esattamente un mese dopo la decisione del Governo danese di acquisire 27 caccia multiruolo F-35A, velivoli che affiancheranno e progressivamente sostituiranno gli F-16 attualmente in servizio, è arrivata l’attesa approvazione del Parlamento. L'aereo della Lockheed Martin ha battuto la concorrenza dell’Eurofighter TYPHOON e del Boeing F/A-18 E/F SUPER HORNET (Dassault e Saab non hanno mai proposto i propri velivoli). L’approvazione parlamentare pone fine al lungo dibattito, risalente al 2010, riguardo alla modernizzazione della componente aerea di prima linea del Paese scandinavo con la prevista acquisizione di 48 aerei che sostituissero i 45 F-16 di cui attualmente dispone la Flyvevåbnet. Discorso interrotto per la crisi finanziaria e ripreso, nel 2013, con un aggiornamento verso il basso del numero di velivoli da acquisire, sceso a 30. Secondo quanto stabilito dal Governo danese saranno 27 F-35A a sostituire gli F-16 il cui completo ritiro dal servizio dovrebbe avvenire entro il 2024. Durante la votazione del 9 giugno, inoltre, il Parlamento danese ha inserito un emendamento in cui viene paventata la possibilità di un’ulteriore riduzione a 21 velivoli nel caso in cui il budget non consenta l’acquisto dei 27 aerei proposti dal Ministero della Difesa, ma anche nell’eventualità di ritardi nelle consegne, o di costi superiori rispetto a quanto previsto. La spesa complessiva per l’acquisto degli F-35A costerà alla Danimarca, partner di terzo livello del programma JSF (l’azienda danese Terma, ad esempio, produce materiali compositi della fusoliera ed elettronica del F-35), circa 3,1 miliardi di dollari e gli aerei verranno consegnati tra il 2021 ed il 2026. Nello specifico, il processo di acquisizione avverrà con la formula degli acquisti in diversi lotti, con i primi 4 caccia previsti per il 2021, seguiti da 6 velivoli l’anno successivo, 7 aerei nel 2023, 4 nel 2024, 3 nel 2025 e altrettanti nel 2026. L’acquisizione degli F-35A danesi avverrà, quindi, nonostante una decisa campagna di lobbying effettuata dai competitors del LIGHTNING II, in particolare dalla Boeing che ha più volte evidenziato come il Governo danese sottostimasse i costi dei singoli velivoli, nonché il peso finanziario del supporto e della manutenzione degli stessi. Nonostante le pressioni della Boeing, il Governo danese ha precisato che la scelta del JSF nasce da una serie di valutazioni che esulano dalla semplice logica strategico-industriale, andando a coprire considerazioni di tipo militare ed economico. Dal punto di vista militare, l’F-35 è stato giudicato la piattaforma maggiormente affidabile in termini di capacità di sopravvivenza ed efficacia rispetto ai due principali competitor, soprattutto per la caratteristiche peculiari del velivolo (bassa segnatura radar e la presenza di una suite di sensori senza pari), ma anche per le future possibilità di sviluppo della cellula e dei regolari update previsti. Dal punto di vista prettamente economico, secondo il Ministero della Difesa danese, il costo del ciclo di vita per il mantenimento in servizio di 27 F-35 per un periodo di 30 anni (circa 8.000 ore di volo) è stimato in 6,5 miliardi di dollari, a fronte dei 9,3 e dei 10,9 miliardi di dollari necessari, rispettivamente, per il sustainment di 38 SUPER HORNET e 34 TYPHOON. La scelta della Danimarca, quinto paese europeo (undicesimo in totale) ad optare per il LIGHTNING II dopo Gran Bretagna, Italia, Norvegia e Olanda, rappresenta un’ulteriore vittoria commerciale per il caccia della Lockheed Martin, quasi nello stesso momento in cui l’F-35 subisce la prima “sconfitta” sul mercato, in seguito alla decisione del neo eletto Primo Ministro canadese Trudeau di rinunciare all’acquisizione del JSF, preferendo il meno oneroso acquisto del SUPER HORNET, come rimpiazzo dei CF-18A/B della Royal Canadian Air Force. 


Condividi su:  
    
News Forze Armate
COMUNICATI STAMPA AZIENDE