RIVISTA ITALIANA DIFESA
Libia. Parigi contro Roma 28/04/2016 | Pietro Batacchi

Non è una novità. Già nel 2011, la Francia di Sarkozy portò la comunità internazionale in una guerra contro la Libia di Gheddafi con il quale l'Italia aveva un trattato di alleanza ratificato dal Parlamento a cui avevano lavorato sia l'amministrazione Prodi che quella Berlusconi. Una guerra, come testimoniato dai recenti "leak", fatta contro i nostri interessi. Adesso la situazione si ripete, ma con delle varianti molto importanti. A Tripoli c'è un Consiglio Presidenziale ed un Premier riconosciuti da ONU e comunità internazionale, che gode del supporto delle istituzioni economico-finanziarie ed energetiche del Paese, con il quale l'Italia, assieme agli Stati Uniti, si è convintamente schierata. A Tobruk, invece, c'è un'amministrazione illegittima, quella di Al Thinni, ed un Parlamento in cui esiste una maggioranza che vorrebbe votare la fiducia a Serraj, ma alla quale è fisicamente impedito di farlo dalla minoranza che risponde al Generale Haftar. Questo, dopo le recenti vittorie a Bengasi, è sempre più forte e sembra pronto ad estendere la sua influenza verso Sirte minacciando i pozzi di petrolio difesi dalle Guardie Petrolifere di Ibrahim Jadran che, a sua volta, sostiene Serraj. Haftar, oltre che dell'appoggio del Generale Al Sissi, gode dell'appoggio di Emirati Arabi Uniti e della Francia che ha inviato a Tobruk forze speciali che operano sia come pianificatori che come consiglieri embedded con le forze di Haftar. Parigi, pertanto, si è schierata con chi oggi rappresenta il principale ostacolo alla costituzione di un Governo libico di unità nazionale in nome dell'alleanza con l'Egitto di Al Sissi. Ecco, dunque, che, ancora una volta, gli interessi di Parigi e Roma collidono. Era accaduto così, come già detto, nel 2011, ma stavolta Parigi si mette contro l'ONU e, soprattutto, l'America di Obama.


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