RIVISTA ITALIANA DIFESA
METEOR, negli Stati Uniti arriva il primo sgancio dalla stiva interna dell’F-35B 06/11/2026 | Luca Bruzzone

Nuovo passo avanti nell’integrazione del missile aria-aria a lungo raggio METEOR sull’F-35. Il 7 ottobre, presso la Naval Air Station Patuxent River (Maryland, Stati Uniti), un F-35B ha effettuato per la prima volta lo sgancio del missile dal vano bombe interno. Il test, annunciato da MBDA il 5 novembre, costituisce la prima prova in volo di una campagna destinata a verificare la separazione in sicurezza dell’arma dal velivolo.

La prova ha riguardato il jettison, ossia il rilascio del missile senza attivazione del propulsore. Si tratta di un passaggio particolarmente delicato per l’F-35: la presenza delle stive interne, necessarie per preservarne le caratteristiche di bassa osservabilità, impone di verificare che l’arma attraversi i flussi aerodinamici presenti in prossimità della fusoliera senza urtare la struttura o alterare la stabilità del caccia. Secondo MBDA, lo sgancio è avvenuto regolarmente, consentendo di raccogliere dati utili a perfezionare i modelli digitali che prevedono la traiettoria del missile durante il rilascio.

Nei prossimi mesi seguiranno prove con differenti profili di volo, fino ai lanci reali destinati a validare sia la separazione sia il successivo comportamento del METEOR. Il test del 7 ottobre non costituisce dunque ancora una certificazione operativa. La missione è stata effettuata da un pilota collaudatore della Royal Navy, nell’ambito delle attività della task force congiunta anglo-americana F-35 ITF (Integrated Test Force).

Il programma riveste particolare importanza per Regno Unito e Italia, che intendono ampliare le capacità di combattimento aria-aria dei propri F-35. Sviluppato da MBDA nell’ambito di una cooperazione europea a 6, il METEOR è infatti un missile BVR (Beyond Visual Range) dotato di propulsione ramjet a spinta sostenuta, seeker radar attivo e datalink bidirezionale. L’integrazione nelle stive interne dell’F-35 consentirebbe di associare la sua ampia NEZ (No Escape Zone) alle capacità di scoperta, fusione dei sensori e bassa osservabilità del caccia, rafforzandone la capacità di ingaggiare minacce aeree a distanze elevate pur conservando una configurazione a ridotta segnatura radar.

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