RIVISTA ITALIANA DIFESA
La Russia aumenta l'intensità della campagna contro l'infrastruttura elettrica ucraina 04/11/2026 | Pietro Batacchi

Le forze di Mosca stanno aumentando notevolmente l’intensità della campagna contro l’infrastruttura elettrica ucraina, con l’obiettivo di aggravare le condizioni, già precarie, della popolazione in vista dell’inverno.

Una strategia coercitiva che Mosca cerca di reiterare per fare pressione sulla leadership di Kiev e indebolirne le posizioni negoziali.

Nei primi 3 giorni di novembre, la Russia ha lanciato più di 2.000 droni e oltre 100 missili contro obiettivi dell’infrastruttura energetica ucraina, mentre, da fine settembre, ha condotto 36 attacchi contro centrali elettriche e colpito almeno 80 sottostazioni, comprese quelle che collegano le centrali nucleari a ovest del Paese con la capitale.

Ieri notte è stato condotto uno dei più massicci attacchi missilistici degli ultimi mesi, con l'impiego di un centinaio tra missili balistici (ISKANDER e KN-23) e da crociera subsonici aviolanciati (Kh-101, una settantina), più missili da crociera supersonici terra-terra ONIKS e ipersonici ZIRCON.

A quanto risulta, sono state colpite le centrali termoelettriche di Prydniprovska (Dnipro, in foto), Ladyzhyn (Vinnytsia), Zmiivska e TEC-5 (Kharkiv) e di Kryvyi Rih, più la centrale idroelettrica di Kaniv (Cherkasy). La mattina seguente, DTEK, il principale operatore privato ucraino attivo nel settore energetico, ha reso noto che le centrali di Prydniprovska, Kryvyi Rih e Ladyzhyn hanno subito danni ingenti e hanno per ora cessato la loro attività.

Il dato più rilevante, che indica le grosse difficoltà in cui versano le difese antiaeree e antimissile ucraine, è che sono stati intercettati meno della metà dei missili Kh-101.

Stanotte si è registrato un nuovo attacco. Questa volta i protagonisti sono stati i droni GERAN-2, GERBERA e GERAN-4 e i cruise low cost BANDEROL, FILIN e DAN-T e GERAN-5, che hanno bersagliato obiettivi soprattutto nell’area portuale di Odessa e nell’Oblast di Kiev. Nella capitale è stata colpita la sottostazione elettrica da 750 kV Kyivska, che distribuisce l’energia elettrica dalle centrali nucleari di Rivne e Khmelnytskyi alla capitale stessa, dove la riva sinistra del Dnepr è rimasta completamente al buio.

In generale, come ci confermano nostre fonti in loco, a Kiev manca l’energia elettrica per 12-14 ore al giorno e anche l’erogazione di acqua avviene a intermittenza. In queste condizioni, la popolazione ucraina si appresta a vivere un inverno che si preannuncia durissimo.

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