In occasione di Euronaval 2026, apertosi questa mattina presso il Paris Nord Villepinte Exhibition Centre, Leonardo e Fincantieri hanno firmato il "rilancio" dell'accordo relativo a Orizzonte Sistemi Navali (OSN).
OSN è la joint venture, partecipata al 51% da Fincantieri e al 49% da Leonardo, che opera come integratore dei programmi della Marina Militare (MM) e di quelli destinati all'export (come ad esempio quello relativo alle 3 FREMM EVO per il Portogallo).
L'intesa rafforza la collaborazione tra le 2 aziende sui 2 assi portanti della JV, “prodotto” e “mercato”, con un’attenzione alla rapidità dei tempi di consegna. L'operazione (fortemente voluta anche dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, come ci è stato confermato nel punto stampa) punta a "rafforzare" l'industria nazionale per operare e competere efficacemente in Europa e sui mercati extraeuropei.
Oggi OSN segue un portafoglio prodotti che comprende varie tipologie di unità di superficie, tra cui le FREMM EVO, i PPX e, soprattutto, i DDX. L'accordo ridefinisce i perimetri di competenza con OSN che torna a essere integratore dell'intera nave. Si tratta del modello già adottato per le FREMM e poi abbandonato in favore di una gestione più separata tra le 2 aziende.
Sul piano produttivo, l'obiettivo più sfidante è ridurre i tempi di costruzione delle FREMM da 54 a 36 mesi. In questo modo si arriverebbe a poter realizzare 2 fregate all'anno, sulla base di un piano produttivo già definito con Leonardo, per il quale non sono state ancora indicate tempistiche. E proprio il tema delle tempistiche è il nodo fondamentale.
Sul fronte export, questo accordo tra Leonardo e Fincantieri guarda a una domanda in crescita in Europa, Medioriente e Sudest asiatico, e può contare sulle "referenze" operative delle unità della MM e sui precedenti successi in Indonesia ed Emirati Arabi Uniti.
In foto: il momento della firma dell’accordo di rilancio di OSN tra Lorenzo Mariani, AD e DG di Leonardo (a sinistra), e Pierroberto Folgiero, AD e DG di Fincantieri (a destra).
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