RIVISTA ITALIANA DIFESA
USA, la Defense Innovation Unit alla ricerca di USV armati pronti in 120 giorni 03/11/2026 | Gabriele Molinelli

La Defense Innovation Unit (DIU) del Pentagono ha messo a disposizione fino a 40 milioni di dollari per finanziare i prototipi della seconda fase della sfida “Suitable Warfighting Adaptive Payloads” (SWAP)-USV.

L’obiettivo è fornire alla US Navy piccoli Uncrewed Surface Vessel (USV) armati, pronti all’impiego entro 120 giorni. Gli USV devono costituire una soluzione credibile contro minacce a basso costo e ridotta segnatura: droni di Gruppo da 1 a 3, USV suicidi con carico esplosivo, elicotteri, imbarcazioni veloci e velivoli a bassa quota.

L’industria deve rispondere entro il 30 novembre e farsi trovare pronta a una dimostrazione dal vivo entro 30 giorni dalla selezione. La soluzione deve integrare fin dall’inizio USV, sensori e un sistema d’arma già maturo. L’USV deve avere un raggio d’azione minimo di 200 miglia nautiche (370 km), una velocità di crociera di almeno 10 nodi. Le armi devono consentire l’ingaggio di droni in volo a più di 3 migliadi distanza; la capacità contro i droni di Gruppo 5, i più grandi, è “altamente desiderata”.

La DIU individua 4 categorie di sistemi d’arma da installare, ma non pone limiti alle proposte: la suddivisione serve solo a facilitare la valutazione. I fornitori possono presentare più offerte, anche in più categorie.

La Categoria 1 è la più "pesante", e prevede missili AGM-114 Hellfire o AGM-179 JAGM. Il Governo fornirà ai candidati le informazioni necessarie per integrare il sistema di lancio e la relativa interfaccia.

La Categoria 2 prevede un lanciatore proposto dall’industria per razzi guidati, indicativamente APKWS, come principale soluzione C-UAV.

La Categoria 3 prevede RWS con mitragliatrici da 7,62 mm o di calibro superiore e missili dallo STINGER in su; in alternativa o in aggiunta, sistemi laser.

La Categoria 4 è la più aperta e accetta proposte alternative per sistemi cinetici d’intercettazione, ad esempio i numerosi sistemi anti-drone in fase di maturazione.

In tutti i casi l’USV deve poter essere riarmato al molo da un paio di persone.

L’intero sistema deve essere facilmente trasportabile a bordo di navi, nel bacino allagabile delle unità anfibie, e su aerei cargo, e deve rientrare in un container standard da 20 o al massimo 40 piedi (6-12 m).

Lo SWAP Sprint 1 ha ricevuto le risposte dell’industria all’inizio di questo mese e le prove sono previste entro l’autunno. In quel caso si cercavano USV capaci di lanciare droni d’attacco First Person View (FPV) con capacità oltre l’orizzonte. È già in programma anche uno Sprint 3, nella primavera del 2027, per sistemi capaci di operare in swarm.

Sono già stati stanziati 200 milioni di dollari per la produzione successiva dei sistemi che dimostreranno capacità di rilievo.

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