RIVISTA ITALIANA DIFESA
La geometria del moderno campo di battaglia 26/10/2026 | Fabio Di Felice

Le lezioni emerse dai conflitti recenti impongono di ripensare la geometria del campo di battaglia tattico delle attuali Forze Armate occidentali. Le dottrine NATO e nazionali restano, in particolare, ancora troppo conservative nell’accogliere un cambiamento ormai ineludibile, rischiando così di risultare inadeguate in un conflitto “peer-to-peer”.

Dal Nagorno-Karabakh all’attuale conflitto ucraino, il modello tradizionale di campo di battaglia, articolato nelle 3 aree “deep, close e rear”, ha mostrato tutti i suoi limiti. In alcuni casi, come per l’Esercito Armeno, tale impostazione ha contribuito alla sconfitta delle forze tattiche sul terreno.

L’emergere di nuovi sistemi d’arma e di scoperta richiede cambiamenti significativi, se non una vera e propria rivoluzione, nel modo di concepire e rappresentare tatticamente il campo di battaglia contemporaneo. Questa nuova visione dovrebbe inoltre spingere verso una ristrutturazione unitaria e coerente delle forze combattenti occidentali, oggi spesso orientate all’acquisizione dell’ultimo sistema d’arma disponibile senza valorizzare un requisito operativo realmente integrato.

L’articolo completo è pubblicato su RID 11/26, disponibile online e in edicola.

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