Lockheed Martin ha presentato il PAC-3 EDGE, nuovo intercettore destinato a contrastare le minacce ipersoniche e gli altri sistemi missilistici avanzati.
Derivato dal PATRIOT PAC-3 MSE, già impiegato in combattimento, il missile è la proposta dell’azienda per il programma Future Interceptor dell’Esercito Statunitense, tuttora in competizione. La decisione di far avanzare Lockheed Martin alla fase successiva dello sviluppo riflette la fiducia nella sua lunga esperienza nel settore della difesa aerea e missilistica integrata (IAMD). I test sono previsti per il 2027, con l’ingresso in servizio fissato per il 2031.
Elemento centrale del progetto è una nuova testa cercante sviluppata dallo Strigo Product Center di Lockheed Martin, nel quale l’azienda ha investito 250 milioni di dollari per mettere a punto tecnologie di guida terminale capaci di maggiore precisione e manovrabilità contro minacce in evoluzione. La propulsione è affidata a un motore a razzo a propellente solido multi-impulso sviluppato da Northrop Grumman, che consente di modulare la spinta con precisione lungo tutto il profilo di volo; aggiornamenti al sistema di controllo migliorano le prestazioni in gittata e in quota. “L’intercettore PAC-3 EDGE di Lockheed Martin sfrutta il PAC-3 MSE già collaudato in combattimento e offre manovrabilità, potenza e velocità ancora superiori, assicurando che l’architettura difensiva stratificata dell’Esercito Statunitense rimanga la più avanzata al mondo”, ha dichiarato Tim Cahill, Presidente di Lockheed Martin Missiles and Fire Control.
Secondo l’azienda, il PAC-3 EDGE sarà in grado di ingaggiare minacce aeree, missilistiche e ipersoniche a quote più elevate e a distanze maggiori, ampliando l’area coperta dalla rete IAMD dell’Esercito Statunitense. Si affianca a una famiglia che comprende già il PAC-3 ACE a basso costo, il PAC-3 CRI di vecchia generazione e il PAC-3 MSE, integrando le capacità esistenti all’interno di uno scudo multistrato posto a protezione degli obiettivi di rilevanza strategica sul territorio nazionale e all’estero. L’intercettore è inoltre progettato per operare con i sistemi IAMD attuali e futuri, compresi l’Integrated Battle Command System (IBCS), il lanciatore M-903, i lanciatori containerizzati e HIMARS Flex.
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