RIVISTA ITALIANA DIFESA
L’US Navy verso l’acquisizione del nuovo missile BLACKBEARD per i SUPER HORNET 16/10/2026 | Michele Cosentino

Nel quadro del potenziamento e ammodernamento delle capacità missilistiche aviolanciate, l’US Navy è impegnata nelle valutazioni di un nuovo missile aria-superficie, denominato BLACKBEARD (“Barbanera”), sviluppato e prodotto dalla start-up californiana Castelion.

Lo scorso 18 settembre, un F/A-18F SUPER HORNET equipaggiato con un coppia di BLACKBEARD è decollato dalla Naval Air Station (NAS) di Patuxent River (Maryland) e ha effettuato un primo di volo di prova per testare la compatibilità fra la piattaforma lanciante e il missile.

Secondo quanto dichiarato da NAVAIR Systems Command, l’ente responsabile dei programmi missilistici, l’obiettivo delle prove è il raggiungimento di una Early Operational Capability entro il 2026, per poi conseguire la Initial Operational Capability entro l’estate dell’anno prossimo.

Noto anche come Multi-mission Affordable Capacity Effector (MACE), il BLACKBEARD è stato sviluppato per soddisfare un requisito operativo che permetta ai velivoli imbarcati l’esecuzione di strike con ordigni molto veloci, di dimensioni contenute (in modo da aumentare la capacità dei depositi munizioni delle portaerei) e relativamente economici. Il programma rientra nell’ambito delle diverse iniziative in corso da parte dell’US Navy per ammodernare i sistemi d’arma dei propri velivoli da combattimento imbarcati in modo da penetrare con maggior efficacia le bolle A2/AD dei potenziali avversari.

A settembre 2026 è stato reso noto che l’US Navy ha stipulato un contratto di 200 milioni di dollari con Castelion per produrre 444 BLACKBEARD, successivo a un altro contratto per 50 missili necessari ai test per il conseguimento dell’EOC.

L’obiettivo è raggiungere una produzione in serie che abbatta i costi unitari del missile a 500.000 dollari, cifra che rende il sistema nettamente più economico se, ad esempio, paragonato a un LRASM: quest’ultimo, pur vantando prestazioni sicuramente superiori al BLACKBEARD, ha un costo unitario maggiore di 3 milioni di dollari.

Alla luce dei conflitti in Medioriente ed Europa Orientale, le Forze Armate di tutto il mondo stanno dunque valutando un mix di munizionamento di fascia alta e bassa per fronteggiare bersagli di diverse tipologie. A tal proposito, i vertici del Pentagono hanno dichiarato che si sta lavorando per schierare sistemi capaci di condurre attacchi economicamente “vantaggiosi”, impiegando decine di migliaia di missili a basso costo, lanciabili sia da container sia da velivoli.

Tali missili, fra cui rientra proprio il BLACKBEARD, saranno impiegati per consentire a sistemi più sofisticati - come appunto gli AGM-158C LRASM e i TOMAHAWK - di colpire mediante massicci attacchi missilistici bersagli di elevato valore e quindi pesantemente difesi. Oltre al SUPER HORNET (equipaggiato con 4 missili), il BLACKBEARD risulta compatibile con gli F-35C dell’US Navy, anch’essi in grado di trasportare 4 missili nella stiva.

Lungo 5,4 m e con un peso al lancio di 1.250 kg, il BLACKBEARD è accreditato di una velocità massima superiore a Mach 5, con una portata massima di circa 500 miglia (circa 800 km) ed è equipaggiato con una testata di 75 libbre (circa 34 kg).

Il BLACKBEARD è dotato di un seeker attivo per la guida terminale, essenziale per colpire con precisione bersagli mobili o protetti anche in ambienti con segnale GPS degradato o assente. Da ricordare infine che il BLACKBEARD è inoltre destinato a diventare parte della “MLRS Family of Munitions” (MFOM) ed essere quindi integrato sugli HIMARS e sul nuovo Common Autononomous Multi-Domain Launcher (CAML), il cui sviluppo è stato finanziato nel bilancio 2026 dell’US Army (del CAML parleremo in dettaglio sul prossimo numero di RID, 12/26, NdR).

(In foto: un SUPER HORNET di Patuxent River equipaggiato con una coppia di BLACKBEARD e un serbatoio di carburante ventrale).

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