Nel suo discorso sullo State of the Force, pronunciato a Quantico, Virginia, il Segretario alla Guerra statunitense, Pete Hegseth, ha annunciato la creazione dell’Autonomous Warfare Command, un "comando combattente a 4 stelle" dotato di prerogative analoghe a quelle delle singole Forze Armate, con il compito di estendere su larga scala l’impiego di droni, sistemi robotici e intelligenza artificiale in tutto l’apparato militare americano.
Hegseth ha presentato il nuovo Comando come la risposta istituzionale a una vera e propria "rivoluzione negli affari militari", che ha definito “la più rapida trasformazione in tempo di pace della storia militare moderna”, e ha promesso nuovi percorsi di carriera per il personale specializzato nei sistemi autonomi. Molti aspetti restano comunque ancora da definire (da chi guiderà il Comando, a come verranno ripartite le competenze con le Forze Armate) e il progetto dovrà in ogni caso ottenere il via libera del Congresso.
Il Segretario ha costruito il proprio ragionamento attorno al fattore velocità. Hegseth ha infatti sostenuto che “il ritmo della guerra sta cambiando più in fretta dei processi chiamati a sostenerla”, dal momento che capacità di calcolo a basso costo, manifattura commerciale avanzata e intelligenza artificiale hanno reso la capacità di colpire con alta precisione e costi contenuti accessibile praticamente a chiunque. Nella sua lettura, la guerra dei droni potenziata dall’acquisizione bersagli basata sull’IA rappresenta la più profonda rivoluzione sul campo di battaglia da diverse generazioni.
Hegseth è stato altrettanto chiaro sul fatto che la tecnologia, da sola, non basta: la rivoluzione dei sistemi autonomi e robotici investe infatti equipaggiamenti, dottrina e organizzazione, mettendo in discussione presupposti che hanno plasmato la condotta della guerra per decenni. Da qui la conclusione che i nuovi strumenti debbano essere incardinati nella struttura permanente delle Forze Armate, perché, ha affermato, “un cambiamento duraturo deve essere ancorato alle strutture di comando militari”. Un Comando a 4 stelle, anziché l’ennesimo ufficio di programma, è dunque la soluzione individuata da Hegseth per far sì che questa trasformazione sopravviva ai singoli cicli di bilancio e ai cambi ai vertici.
Un memorandum diffuso dopo il discorso, intitolato Project AGINCOURT, ha delineato il percorso che porterà al nuovo Comando. Il documento descrive l’Autonomous Warfare Command come un Comando combattente funzionale, chiamato a definire i requisiti interforze e a integrare le forze messe a disposizione dalle singole Forze Armate a supporto dei comandi geografici che conducono le operazioni nei diversi teatri. AGINCOURT punta inoltre a rivedere a fondo le modalità con cui le Forze Armate acquisiscono, sperimentano e mettono in servizio droni e sistemi analoghi, mentre il memorandum ha fissato al 1° ottobre 2027 la data obiettivo per l’attivazione del comando.
Sul piano finanziario, la richiesta di bilancio per l’anno fiscale 2027 prevede circa 54,6 miliardi di dollari per il gruppo dedicato alla guerra autonoma, a fronte dei circa 226 milioni di dollari precedenti. Al Congresso, la versione del Senato del National Defense Authorization Act 2027 prevede già l’istituzione di un comando combattente per i sistemi robotici e autonomi: segno che l’idea gode di un certo sostegno, anche se il Congresso non ha ancora approvato il modello specifico proposto da Hegseth.
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