RIVISTA ITALIANA DIFESA
Dall’MBT al sistema di sistemi terrestre 08/10/2026 | Primo Corazza

Coloro che ripetono da mesi che l'MBT è morto, ucciso dalla comparsa dei droni sul campo di battaglia, non ci hanno ancora spiegato come, una volta arrestata l'azione offensiva di un ipotetico aggressore, si possa evitare di farsi invischiare in una guerra di attrito e riconquistare il terreno perduto senza la disponibilità di forze mobili, letali e protette.

Partiamo dal fatto che, senza il dominio della 3ª dimensione, il carro armato era morto anche nel 1944 (Mortain/Falaise, Ardenne), così come era inadatto a superare una difesa organizzata in profondità (Kursk, 1943): nulla di nuovo sotto il sole, quindi. Ovviamente, il drone ha offerto nuove possibilità, con costi contenuti, per acquisire la superiorità aerea locale e temporanea, introducendo una nuova variabile operativa.

Così, mentre si lavora su sistemi antidrone adeguati per capacità, numerosità e costi, si offre anche la possibilità di ripensare all'MBT in chiave futura, avvalendosi delle opportunità offerte dall'AI e dalla guida autonoma e semiautonoma.

L'idea base è quella di trasferire nel dominio terrestre i concetti di MUM-T e di "Loyal Wingman" propri dei futuri sistemi di combattimento aerei di 6ª Generazione, mantenendo l'operatore umano nel loop decisionale quando si tratta di utilizzare degli effettori letali.

In sintesi, l'MBT come lo conosciamo si scomporrebbe in più piattaforme, spezzando i limiti imposti dalla cosiddetta "formula tattica" (bilanciamento tra letalità, protezione e mobilità), ben nota ai carristi di ieri e di oggi:

 - Piattaforma manned (M0): cuore del sistema, una sorta di cervello manned dedicato al C2I, con equipaggio nello scafo e dotata dei soli sistemi di autoprotezione essenziali per assolvere al suo compito primario.

 - Piattaforme terrestri autonome e semiautonome (D1): piattaforme terrestri unmanned specializzate per funzioni operative e disposte attorno alla M0; esse si occupano di comunicazioni, ISR, acquisizione target, difesa multidominio, letalità cinetica e non (LOS e N-LOS), attività CEMA e sostegno logistico.

 - Droni aerei e terrestri (D2): gregari unmanned aerei e terrestri, anche spendibili, impiegati dalle stesse piattaforme D1 per incrementare ulteriormente prestazioni e capacità.

Un'unità tipo dovrebbe prevedere l'utilizzo di almeno 3 piattaforme M0, pienamente interscambiabili tra loro, e non meno di una dozzina di piattaforme D1 con i relativi gregari D2. Numero e tipologia dei D1 e D2 rimangono ovviamente funzione della missione, dello scenario operativo e dell'ambiente.

Gli operatori umani opererebbero in sinergia con l'AI per garantire l'assolvimento del task, intervenendo laddove il sistema AI di gestione della missione richieda una decisione in presenza di eventi o situazioni non previste (mentre le attività pianificate o prevedibili vengono gestite in modalità autonoma). Inoltre, resta affidata agli operatori umani l'autorizzazione all'impiego degli effettori letali.

Un sistema di sistemi così concepito riduce l'utilizzo e l'esposizione della risorsa umana, impiega un numero maggiore di piattaforme (ma di minori pesi e ingombri), e incrementa la mobilità e riduce la vulnerabilità complessiva del sistema.

Quest'ultima sarebbe garantita dalla ridondanza delle piattaforme, dalla loro numerosità e dalla loro minore tracciabilità. In poche parole, alla numerosità degli attaccanti si risponde incrementando i bersagli e rendendoli più sfuggevoli.

Il sistema descritto, rispetto alla piattaforma unica che caratterizza gli attuali MBT, dovrebbe risultare di più semplice realizzabilità, sia sul piano meccanico sia su quello dell'integrazione e convivenza dei sottosistemi. Stesso discorso per la gestione dell'energia, oggi importante tanto quanto carburante e munizioni. Anche i livelli di protezione risulterebbero massimi solo per il veicolo M0, rimanendo scalabili sui D1. Infine, la mobilità strategica trarrebbe vantaggio dai minori ingombri e pesi delle singole piattaforme, agevolandone il trasporto per e intra Teatro delle Operazioni.

L'avvento dei droni non ha ucciso l'MBT: impone solo di ripensarlo, utilizzando le stesse logiche dei droni stessi (automazione, numerosità, minori pesi e ingombri, semplificazione costruttiva, riduzione dei costi). La Maneuver Warfare resta determinante anche nell'epoca dei droni e ha ancora bisogno dell'MBT o, per meglio dire, del suo erede.

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(Immagine genrata con l'Intelligenza Artificiale)

 


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