Il 24 agosto, durante la sua visita ufficiale in Ucraina, il Primo Ministro britannico Andy Burnham ha firmato una dichiarazione d'intenti con il Presidente Zelensky per una stretta collaborazione nello sviluppo di Intelligenza Artificiale per scopi militari.
A seguito della visita - molto pubblicizzata, poiché Londra ha dato la possibilità di rendere disponibili alcune informazioni classificate sulle componenti britanniche del missile MBDA STORM SHADOW, per consentire all'Ucraina di avviarne la produzione (almeno parzialmente) in house - e della sottoscrizione della dichiarazione, le compagnie britanniche del settore AI sono diventate le prime ad avere accesso agli Avengers AI Labs ucraini.
Questa organizzazione, che guida lo sviluppo AI in Ucraina, ha come principale tesoro un enorme database costituito da oltre 5 milioni di immagini raccolte e assemblate direttamente sul campo di battaglia. Si tratta, soprattutto, di immagini provenienti da droni, che forniscono una base dati formidabile per addestrare AI per il supporto al targeting e all'intelligence. Gli Ucraini sostengono che il database abbia consentito a sistemi di supporto a base AI di tagliare del 90% il tempo necessario per l'analisi delle immagini e la scoperta al loro interno dei bersagli.
Il Regno Unito avrà ora accesso al database e al "recinto" degli Avengers AI Labs per addestrare modelli AI, assicurando in cambio all'Ucraina l'assistenza di ricercatori, università e aziende che rappresentano il terzo più avanzato "ecosistema" AI al mondo.
Il MoD britannico seleziona su base competitiva i team da coinvolgere e, a quanto pare, i lavori erano già partiti ben prima dell'annuncio ufficiale, visto che il MoD ha già reso noti alcuni progetti selezionati con le startup britanniche SINTELA di Bristol, MIND FOUNDRY di Oxford e SKYRAL di Londra.
Un primo sistema a base AI "è prossimo" a essere impiegato sperimentalmente presso un sito della Difesa per dimostrare come potrebbe proteggere basi e installazioni sensibili da tentativi di infiltrazione di "dimostranti" e agenti ostili (tema quanto mai attuale, anche alla luce di quanto successo presso la base RAF di Fairford nei giorni scorsi, NdR). Il progetto consente di trasformare i cavi in fibra ottica in un sistema di sensori distribuito a base AI. Software di analisi e di ricezione coerente dell'impulso luminoso possono trasformare i cavi in sensori interpretando anche piccoli disturbi e anomalie nel flusso del segnale. Si possono ottenere segnali di allarme precoce di varia natura, incluse vibrazioni/effetti sismografici di un tentativo di forzare un perimetro o di sabotare i cavi medesimi.
Un secondo progetto descritto da parte britannica vedrà lo sviluppo congiunto di circuiti di prossima generazione, a basso consumo di potenza, per l'impiego in futuri droni e sistemi robotici e autonomi.
Da parte ucraina si pone l'accento sullo sviluppo congiunto di AI per logiche di swarm per gruppi di droni. In particolare Kiev parla di un "core AI" che consenta ai droni di collaborare per portare a termine la missione anche in presenza di forti interferenze nelle comunicazioni e nel segnale di navigazione.
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