RIVISTA ITALIANA DIFESA
L'USAF cerca con urgenza armi automatiche di medio calibro per la difesa aerea delle proprie basi 01/10/2026 | Fabio Di Felice

In seguito a una serie di attacchi riconducibili all'Iran e agli Houthi contro basi e infrastrutture della coalizione a guida statunitense in Medioriente, l'USAF ha emesso un requisito operativo urgente (UOR, Urgent Operational Requirement) per l'acquisizione di armi automatiche di medio calibro per la difesa aerea in grado di ingaggiare minacce che vanno dai droni ai missili da crociera.

Secondo il comunicato ufficiale dell'USAF, il programma Ground-Based, Medium-Caliber Gun Weapon System punta a un'arma "che impieghi munizionamento a basso costo e consenta la difesa contro minacce aeree e missilistiche, con un focus iniziale sui missili da crociera subsonici (CM) e sui sistemi aerei senza pilota (UAV), così da garantire una difesa persistente a protezione dei mezzi e delle installazioni dell'USAF".

La Request for Information (RFI) dell'USAF non ha specificato il calibro del nuovo sistema, anche se la definizione di "medio calibro" lascia intendere un'arma compresa tra i 20 e i 50 mm. Tra i parametri di base figurano la probabilità di abbattimento (PK, Probability of Kill) contro missili da crociera subsonici e contro velivoli senza pilota dei Gruppi da 1 a 5, ovvero dai piccoli droni fino ai grandi UAV che operano oltre i 18.000 piedi (circa 5.500 m).

Sul fronte dei sensori, l'USAF ha chiesto che il nuovo sistema sia strettamente integrato con "una capacità sensoristica organica e una fenomenologia adeguata, combinando nel giusto mix sensori radar, elettro-ottici, infrarossi o a radiofrequenza, così da assicurare un'acquisizione e un tracciamento affidabili dei bersagli in diverse condizioni meteorologiche, ambienti operativi e scenari di contromisure". Il sistema dovrà inoltre essere in grado di contrastare attacchi a sciame di droni e missili e risultare rapidamente schierabile in ambienti austeri, mentre l'USAF ha richiesto anche una soluzione portatile, caratterizzata da "un ingombro leggero, modulare e trasportabile".

Facendo tesoro delle lezioni apprese in Medioriente (e in particolare dell'esperienza delle Forze di Difesa Israeliane, IDF), la Forza Armata ha posto una forte enfasi sulla necessità di "ottimizzare le prestazioni del munizionamento in rapporto al suo costo e alle capacità del cannone, così da massimizzare velocità, manovrabilità ed effetti terminali dell'intercettore senza portare il costo per ingaggio a livelli insostenibili né superare i vincoli fisici della piattaforma ospite". Una soluzione nel breve periodo potrebbe arrivare dall'US Army, che ha in programma prove di tiro del cannone a catena da 50 mm XM913 BUSHMASTER di Northrop Grumman per soddisfare un requisito sostanzialmente analogo. Un'altra opzione, già in servizio, è il Marine Air Defense Integrated System (MADIS) dell'US Marine Corps (USMC), che tuttavia non copre ancora l'intero spettro dei requisiti operativi individuati.

Ulteriori dettagli disponibili nell'articolo integrale, in uscita domani su Risk&Strategy WEEKLY 30/26.

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