RIVISTA ITALIANA DIFESA
Gli F-16 ucraini a corto di missili aria-aria 21/09/2026 | Andrea Mottola

Secondo quanto riferito da fonti ufficiose dell'Aeronautica Ucraina, la flotta di F-16 FIGHTING FALCON di Kiev si trova ad affrontare una grave carenza di missili aria-aria, tanto che in diverse missioni diurne, avvenute tra marzo e agosto, i piloti sono stati costretti a utilizzare esclusivamente il cannone per ingaggiare le minacce aeree russe.

Una carenza che incide direttamente sull’efficacia delle operazioni di difesa aerea: aerei disponibili, equipaggi pronti, ma numeri insufficienti di missili a disposizione per armare i velivoli e contrastare le ondate di droni e missili cruise in avvicinamento.

Dall’estate del 2024, gli F-16 rappresentano una componente fondamentale della rete di difesa aerea ucraina, con l’obiettivo primario di proteggere le infrastrutture strategiche da droni e missili cruise russi e, al contempo, di fungere da potenziale deterrente nei confronti degli aerei della VKS, effettuando, in seconda battuta, anche sortite aria-terra.

I FIGHTING FALCON ucraini sono armati principalmente con missili aria-aria a medio raggio a guida radar AIM-120B/C AMRAAM – teoricamente dedicati all’ingaggio di minacce aeree maggiormente paganti, quali velivoli da combattimento o strategici russi, sebbene gli impieghi effettivi siano stati un paio – e con missili a corto raggio a guida infrarossa AIM-9L/M SIDEWINDER (e poche manciate di AIM-9X).

Come noto, l’aereo dispone anche di un cannone rotante M-61A1 VULCAN da 20 mm, sebbene il suo impiego contro bersagli aerei lenti e di dimensioni ridotte comporti ingaggi ravvicinati e rischi maggiori, soprattutto di notte (proprio quando arriva la stragrande maggioranza delle ondate UAV russe), per la ridotta visibilità e la possibilità di collisione con il bersaglio o con i suoi detriti. Tuttavia, l'Ucraina ha già dimostrato che i suoi F-16 sono in grado di utilizzare il cannone in combattimento con buoni risultati. Nel maggio 2025 l'Aeronautica Ucraina ha dichiarato che un F-16 aveva distrutto 3 bersagli aerei ed era in procinto di ingaggiarne un quarto con il cannone prima che un'emergenza costringesse il pilota ad eiettarsi.

Oltre al sempre più diffuso – ma complesso – impiego del cannone, i piloti degli F-16 ucraini utilizzano ormai da alcuni mesi anche i razzi AGR-20 da 70 mm equipaggiati con il kit APKWS II a guida laser semiattiva, che offrono una soluzione meno costosa per il contrasto degli UAV e consentono, ove possibile, di conservare gli intercettori più sofisticati per minacce maggiormente paganti (come i missili da crociera Kh-101 e ISKANDER-K).

L'articolo completo, con tutti i dettagli, è pubblicato su Risk&Strategy WEEKLY 28/26.

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