In un attacco di stanotte contro la base saudita di Taif, dove è di stanza una parte della Task Force Arabia, gli Houthi hanno colpito anche un caccia Eurofighter TYPHOON italiano.
Non è chiaro se siano stati impiegati missili balistici o droni. A Taif sono schierati 4 TYPHOON e probabilmente un G-550 CAEW e una batteria sup-aria SAMP/T.
Sempre stanotte, gli Houthi hanno colpito il terminal petrolifero di Yanbu, sul Mar Rosso, dove arriva l’oleodotto che porta il petrolio saudita dai campi nell’est del Paese al Mar Rosso.
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Ministro della Difesa Crosetto, «Questa notte ho seguito personalmente, con la massima attenzione e in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Luciano Portolano, l’evoluzione della situazione in Arabia Saudita, e in particolare alla base aerea di Taif, che è stata oggetto di diversi attacchi e dove è presente personale italiano impegnato nell’Operazione INHERENT RESOLVE. Non vi sono militari italiani coinvolti. Nell’attacco è stato colpito un Eurofighter TYPHOON italiano, che si trovava all’interno della base ed in un’area decentrata. Non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale».
«Ho chiesto al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, al Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, e al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva - dice ancora Crosetto - di fornirmi un’ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate nelle scorse settimane, sull’evoluzione del quadro, sulle condizioni del nostro personale e sulle possibili opzioni operative».
«Mi è stato riconfermato che erano già state messe in atto da tempo tutte le misure di sicurezza a salvaguardia del personale militare. Tra pochi minuti avrò il primo aggiornamento nel corso di una riunione al Ministero della Difesa», ha concluso il Ministro, secondo il quale «la situazione è seguita con la massima attenzione con l’obiettivo di garantire la piena tutela del nostro personale e di operare con la necessaria responsabilità».
La Task Force Arabia è dispiegata in Arabia Saudita, e negli EAU, con il compito di proteggere i nostri partner e alleati nella regione, e di tutelare in questo modo i nostri importanti interessi. Si tratta evidentemente di una missione rischiosa, visto il contesto, ma i citatdini italiani devono capire che il tempo in cui il nostro benessere e la nostra sicurezza erano garantiti è defintivamente tramontato. La stabilità, la sicurezza ed il benessere hanno un costo, che dobbiamo essere disposti a pagare.
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