Il Naval Air Systems Command (NAVAIR), per conto del Future Advanced Capability Program Office (PMA-228), ha lanciato una Request for Information (RFI) all'industria il 31 agosto scorso per ricevere feedback sulle opzioni esistenti per giungere, nel giro di 3 anni (o meno), a un velivolo autonomo armato, a lungo raggio, "tollerante al rischio" e compatibile con le CVN delle classi FORD e NIMITZ.
L'intento dichiarato nella RFI è avviare un programma di sviluppo e valutazione di 2 velivoli autonomi con cui ottenere la certificazione di compatibilità con le portaerei, presso i siti d'addestramento a terra, entro 3 anni dall'aggiudicazione del contratto.
L'US Navy ha deliberatamente tenuto i suoi requisiti quanto più vaghi possibile, per il momento, ma si parla comunque di un velivolo piuttosto ambizioso, pensato specificamente per operare con i Carrier Air Wing negli scenari più complessi e pericolosi. Per questo, si delinea un velivolo dal lungo raggio d'azione, armato in modo considerevole, e "tollerante al rischio": la perdita in combattimento sarà accettabile, ma non parliamo di una macchina deliberatamente sacrificabile. L'obiettivo di costo è infatti la soglia dei 30 milioni di dollari, una cifra tutt'altro che insignificante.
L'US Navy è aperta a soluzioni con stive armamenti interne, ma l'unico requisito veramente "dettagliato" specifica che il CCA deve poter trasportare esternamente 4 armi da fino a 2.500 libbre l'una (ovvero oltre 1.100 kg). Chiaramente, l'obiettivo è il trasporto di grandi armi stand-off antinave e per strike contro obiettivi terrestri in profondità.
La RFI non fornisce un'indicazione precisa sul raggio d'azione, ma è chiaro che si punta al maggior raggio di combattimento possibile. Al velivolo è inoltre richiesto di atterrare su portaerei sfruttando i sistemi di guida di precisione già esistenti, primariamente Joint Precision Approach and Landing System (JPALS) e Landing Autonomous Navigation Technology for Enhanced Recovery to Navy Ships (LANTERNS). Sono richieste capacità di operare in condizioni meteo-marine Sea State 5, senza intralciare le normali operazioni sul ponte di volo.
La Navy è disposta, almeno inizialmente, ad accettare l'uso di componenti non marinizzate con limitazioni sul ciclo vita, purché non incidano sulla vita utile minima del velivolo e venga delineato un percorso per giungere ad una più adeguata marinizzazione. Durante la fase prototipica e di dimostrazione la Navy è anche disposta a permettere l'uso di Ground Control Stations dedicate, ma l'obiettivo è arrivare alla piena integrazione con MD-5, Unmanned Carrier Aviation Mission Control System (UMCS).
Il velivolo dovrà poter volare almeno a velocità compatibili con la velocità di crociera standard per i caccia pilotati del Carrier Air Wing, per favorire integrazione Crewed – Uncrewed. Lo spot factor (spazio occupato sul ponte) deve essere equivalente a quello di "caccia di 4a Generazione esistenti", ovvero dell'F/A-18E/F SUPER HORNET.
Il programma di dimostrazioni prevede voli singoli e multi-ship che condurranno missioni strike rappresentative. Viene anche specificato che il CCA dovrà potersi ridispiegare anche su aeroporti "expeditionary" a terra con minima infrastruttura.
Le dimostrazioni di compatibilità e le certificazioni per operazioni su portaerei saranno condotte alla Joint Base McGuire-Dix di Lakehurst, alla Naval Air Station Patuxent River e in centri simulazione virtuale indicati dalla US Navy. Le risposte dell'industria sono attese già prima della fine di settembre.
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