RIVISTA ITALIANA DIFESA
Medioriente, l’Iran alza la posta 09/09/2026 | Tommaso Massa

Verso le 23:30 di ieri, 8 settembre 2026, l'Iran ha lanciato un massiccio attacco missilistico contro le basi militari statunitensi in Giordania.

Il raid è avvenuto in risposta ad alcuni attacchi americani nella serata di ieri contro almeno 5 petroliere iraniane, 4 in prossimità di Jask (coste iraniane del Golfo di Oman) e 1 presso l'isola di Kharg, come preannunciato dalle autorità militari iraniane. Gli attacchi statunitensi erano a loro volta una risposta al lancio di missili balistici antinave iraniani contro unità navali dell’US Navy nei giorni precedenti.

Il principale obiettivo dell'attacco iraniano è stata la base di Muwaffaq Salti, contro la quale sono stati lanciati una trentina di missili balistici, tra cui alcuni equipaggiati con testata a submunizioni. Le difese aeree americane hanno lanciato oltre 70 intercettori PATRIOT, ma almeno 3 missili iraniani sono andati a segno nell'area o in prossimità della base. Questo è quanto è possibile confermare al momento dall'analisi di video e immagini dell'attacco, in attesa di maggiori informazioni da immagini satellitari. Una manciata di missili è invece stata lanciata verso l'area di Aqaba, dove si è registrato almeno un impatto.

Teheran, dunque, dopo un periodo di risposte proporzionate agli attacchi statunitensi, con salve di pochi missili e “dimostrative” (ma che hanno comunque mantenuto un certo attrito verso l'avversario), ha scelto l'escalation e la risposta sproporzionata. Da notare anche la velocità della “rappresaglia” iraniana, arrivata solo poche ore dopo gli attacchi statunitensi.

Ma il fatto più importante è che l’attacco di stanotte dimostra come Teheran abbia ancora (o nuovamente) la capacità di lanciare decine di missili utilizzando contemporaneamente almeno 5-6 siti di lancio differenti (Isfahan, Yazd, Khorramabad, Tabriz e Arak), con una catena di comando e controllo perfettamente funzionante. Il raid mette inoltre ulteriormente sotto pressione gli stock di missili intercettori PATRIOT americani, già pesantemente assottigliati dalla guerra di febbraio-aprile e dagli attacchi “una tantum” dei mesi successivi, sollevando importanti interrogativi sulla sostenibilità della presenza americana in teatro.

Si tratta di un duro colpo per Washington, che vede Teheran mantenere una certa capacità missilistica nonostante i massicci bombardamenti israelo-americani – i quali hanno peraltro portato ad un pericoloso assottigliamento delle scorte anche di armamento offensivo pregiato e stand-off (missili TOMAHAWK, JASSM/JASSM-ER, ATACMS/PrSM).

All’equazione si sono recentemente “aggiunti” i missili balistici antinave: dopo gli attacchi dei giorni scorsi contro unità navali americane, anche stanotte l’Iran ha lanciato 4 missili balistici antinave per cercare di colpire 2 cacciatorpediniere dell'US Navy. Si tratta di una novità da monitorare con attenzione, che potrebbe mettere sotto pressione anche le scorte di missili intercettori “navali” (famiglia Standard Missile, SM), con l’aggravante che le unità navali per riempire nuovamente i lanciatori dei missili necessitano di soste in porti attrezzati.

Infine, nella giornata di ieri i Pasdaran hanno catturato un drone sottomarino statunitense (AUV, Autonomous Underwater Vehicle) DIVE LD, prodotto da Anduril, che potrebbe aver preso parte alle operazioni "covert" di bonifica e sminamento condotte da piccole squadre di Navy SEALS con il supporto di sistemi unmanned effettuate nei mesi scorsi.

Seguiteci sui nostri canali Telegram, Facebook, X, YouTube e Instagram.

 


Condividi su:  
News Forze Armate
COMUNICATI STAMPA AZIENDE