RIVISTA ITALIANA DIFESA
Yemen, è guerra 08/09/2026 | Carolina Paizs

Dal 3 settembre scorso le forze filo-sciite yemenite degli Houthi e quelle filo-saudite del Governo di Aden (PLC, Presidential Leadership Council, ovvero il Governo internazionalmente riconosciuto) si stanno affrontando in scontri sempre più intensi in varie aree del Paese, in quella che può essere considerata la più grave escalation dal cessate il fuoco delle Nazioni Unite entrato in vigore nel 2022.

In realtà, la rottura "formale" della tregua di cui sopra risale al 13 luglio, quando l'"Aeronautica" del Governo di Aden (l'Aeronautica Yemenita, in quanto istituzione unificata, ha cessato di esistere nel 2014 e la componente aerea del Governo riconosciuto è in fase di ricostituzione con supporto estero, principalmente saudita) ha bombardato la pista dell'aeroporto internazionale di Sanaa per impedire l'atterraggio di un velivolo iraniano di ritorno da Teheran. Incrociando diverse fonti e secondo quanto ricostruito, a bordo del volo si trovavano una decina di elementi dei Pasdaran, fra cui alcuni Comandanti, oltre a componentistica riconducibile a missili a corto e medio raggio e a UAV. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha dunque dichiarato conclusa la "fase di de-escalation" tra le forze sul campo e, in risposta, le forze di Sanaa hanno effettuato un attacco combinato di missili balistici-droni sull'aeroporto internazionale saudita di Abha.

Come si diceva, tuttavia, il vero "deterioramento" della situazione è iniziato lo scorso 3 settembre, quando le forze di Ansar Allah hanno attaccato, in diversi strike combinati di missili balistici a corto raggio e droni, alcune postazioni governative nelle province di Taiz e al-Hudayda, con l'obiettivo di "aprirsi" dei corridoi di avanzata verso la zona montuosa di Maqbanah (in direzione al-Ahtoub, al-Tuwair, al-Kadha e Jabal Ghabari) e spingersi verso l'area costiera (e, dunque, verso Bab-el-Mandeb), e altre postazioni nelle province di Al-Jawf e Al-Bayda. Il 4 settembre l'"Aeronautica" governativa ha effettuato almeno 15 sortite contro postazioni e mezzi houthi nell'area di Taiz; parallelamente, le forze governative hanno iniziato a colpire massicciamente tramite droni e strike aerei i rinforzi Houthi presenti nell'area del porto di al-Hudayda.

Più a nord, invece, le forze governative hanno rivendicato la cattura del campo militare Houthi di al-Libnat (nella zona di al-Hazm, a nordest di Sanaa) e la resa di decine di combattenti, avvenuta secondo fonti governative dopo che presunte sortite dell'Aeronautica Saudita condotte in prossimità della frontiera avrebbero aperto un varco nello schieramento avversario; gli Houthi respingono la ricostruzione e sostengono di aver, anzi, respinto l'avanzata. Dal canto loro, le forze di Sanaa, sempre con attacchi combinati missile-drone, hanno iniziato ad attaccare obiettivi appartenenti alla logistica governativa e hanno rivendicato, il 7 settembre, un attacco contro automezzi in transito dal territorio saudita al valico di al-Wadiah.

Nella notte fra il 7 e l'8 settembre le forze di Sanaa hanno poi condotto il più consistente attacco sul territorio saudita degli ultimi 4 anni, colpendo con missili e droni obiettivi nelle province di Abha (dove è stato colpito un impianto di stoccaggio di Aramco), Khamis Mushait, Jizan (dove sono stati segnalati incendi sempre alla raffineria Aramco), Najran e la base aerea di King Khalid. Nelle stesse ore il Vice Ministro della Difesa yemenita, Magg. Gen. Samir al-Sabri, ha dichiarato alla televisione di Stato che "la decisione di riprendere Sanaa è stata presa": sono stati diramati ordini di evacuazione alla popolazione civile sugli assi che portano alla capitale attraverso Nihm, Sirwah, Mahliyah e al-Hazm, e questo resta, allo stato attuale delle cose, l'indicatore più affidabile delle direttrici di avanzata previste dalle forze governative.

Sul terreno, tuttavia, non si è ancora prodotto un mutamento decisivo: gli Houthi mantengono Sanaa e i principali centri urbani del nordovest, mentre le forze governative hanno acquisito alcune posizioni senza però conquistare o provocare il ritiro degli avversari da centri abitati maggiori o posizioni veramente "strategiche".

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