RIVISTA ITALIANA DIFESA
Kiev, finita la tregua 08/09/2026 | Pietro Batacchi

Scadute le 72 ore di tregua, a garanzia della sicurezza della delegazione americana guidata dagli inviati di Trump Kushner e Witkoff, sono ripresi gli attacchi russi su Kiev. Nella notte missili e droni hanno colpito la capitale e le aree circostanti, nonché altre regioni dell’Ucraina, queste ultime non interessate dalla tregua.

Secondo i dati rilasciati dall’Aeronautica di Kiev sono stati utilizzati in totale 24 missili da crociera KH-101, lanciati da bombardieri strategici Tu-95, 10 missili da crociera ISKANDER-K, 16 balistici ISKANDER-M, circa 6 KN-23, e, pare, un paio di ipersonici ZIRCON: in totale circa una sessantina di missili (di cui una trentina solo sulla capitale Kiev). Larga parte dei missili da crociera sono stati intercettati, in parte grazie alle difese antiaeree basate a terra - SAMP-T, NASAMS, IRIS-T SL - in parte grazie al lavoro degli F-16. 

Mescolati ai missili, al solito, sono stati impiegati pure diversi droni a getto GERAN-4. Questi ultimi stanno ormai soppiantando i famigerati GERAN-2, specie per gli attacchi in profondità e contro obiettivi nell’area di Kiev. I GERAN sono ormai sempre più precisi e letali grazie all’impiego di camere e sistemi di computer vision per la guida terminale autonoma, e di radio MANET per il coordinamento e l’ottimizzazione della missione, e la trasmissione dei dati agli operatori.

Nella capitale, erano visibili ancora stamattina almeno un paio di grosse colonne di fumo, provenienti dai quartieri di Podil o Lukyanivka. Obiettivi legati alla logistica sono stati colpiti anche a Borispil, Fsastv e Bila Tservka, nell’Oblast della stessa capitale.

Mosca continua così a tenere sotto pressione il cuore politico dell’Ucraina e a scommettere sulla sua strategia di coercizione, per cercare di ammorbidire le posizioni negoziali di Zelensky ed eroderne la leadership interna. Al momento, però, i risultati non sembrano arrivare, anche perché a sua volta la Russia è oggetto sistematicamente degli attacchi in profondità ucraini che colpiscono obiettivi legati alla propria infrastruttura petrolifera/gasifera e della raffinazione (proprio stamattina, ad esempio, droni ucraini hanno colpito la raffineria di Saratov, nell’omonimo Oblast). Una strategia di contro-coercizione che mantiene la guerra in equilibrio: l’equilibrio dell’esaurimento.

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