È stato siglato a Stoccolma, alla presenza del Presidente francese Macron e del Primo Ministro svedese Kristersson, il contratto per l’acquisizione di 4 fregate di difesa e d’intervento (frégates de défense et d’intervention, FDI) per la Marina Reale Svedese. Alla cerimonia di firma hanno presenziato anche Mikael Granholm, Direttore Generale di FMV, l’agenzia governativa che si occupa del procurement delle FA svedesi, e Pierre Eric Pomellet, Presidente e Amministratore Delegato di Naval Group. La Svezia aveva annunciato il 19 maggio scorso la selezione delle FDI come piattaforma di riferimento per il programma LULEA, volto a rinforzare le capacità di difesa aerea della propria Marina.
Il programma, lanciato nel 2021, ha visto inizialmente la partecipazione di Saab come contraente principale per lo svolgimento di attività di studio preliminari per la realizzazione di 4 fregate basate sulle corvette classe VISBY, denominate VISBY GENERATION TWO. Tuttavia, con il peggioramento del quadro di sicurezza europeo, la Marina Svedese ha richiesto la realizzazione di unità di dimensioni maggiori, intorno ai 120 m, quasi il doppio delle VISBY, che si fermano a 72 m. Di conseguenza, dal 2023 Saab ha avviato una collaborazione col costruttore britannico Babcock per lo sviluppo di un progetto in linea con i nuovi requisiti espressi dalla Forza Armata. Tuttavia, il suddetto programma nazionale è stato scartato, e Stoccolma ha optato per l’acquisizione di fregate realizzate da costruttori esteri. I 3 contendenti principali erano Babcock con il design ARROWHEAD 120, basato su AH 140/Type 31, Navantia con ALFA 4000 e Naval Group con FDI.
Quest’ultimo è risultato essere il vincitore per 3 ragioni: maturità del progetto, in quanto è l’unico dei 3 sopra citati ad essere già esistente e in servizio, condivisione dei costi con Francia e Grecia e rapidità di consegna, resa possibile dal fatto che la linea di produzione è già avviata. Naval Group ha già realizzato 2 unità, AMIRAL RONARC’H e KIMON, rispettivamente, per la Marine Nationale e la Marina Greca, mentre, per quanto riguarda le unità svedesi, la prima consegna è prevista per il 2030 e l’ultima per il 2034. Il valore del contratto si aggira intorno ai 4,3 miliardi di euro, rendendo LULEA uno dei programmi più costosi in assoluto per il Ministero della Difesa svedese.
Le fregate, lunghe 121 m, larghe 17 m e con un dislocamento intorno alle 4.000 t, saranno armate con missili ASTER-30 e CAMM-ER lanciati da VLS SYLVER A50, che si presume saranno 32 in totale, come sulle unità francesi e greche. Nel contratto appena firmato non sono inclusi i VLS A70, elemento che mette fine, almeno per ora, alla questione relativa all’adozione del missili SCALP NAVAL di MBDA da parte della Svezia. Nei mesi scorsi, infatti, erano circolate alcune voci relative all’intenzione, da parte di Stoccolma, di dotare le proprie fregate dei missili sopra citati per missioni di land-attack. Le FDI svedesi vedranno l’integrazione di diversi sistemi di produzione nazionale, come il missile antinave RBS15, il siluro TORPEDO 47, le torrette TRACKFIRE e il radar GIRAFFE 1X di Saab, oltre ai cannoni da 57 mm e 40 mm di Bofors.
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