Il 24 luglio 2025, dopo mesi di incidenti e tensioni, la vecchia rivalita tra i regni di Thailandia e Cambogia e riesplosa in un violento scontro frontaliero, lungo i confini (mal) tracciati del 1907, quando l'Indocina era sotto dominio francese.
Questioni rimaste irrisolte anche dopo il ritiro di Parigi, e che nel 2008-2011 innescarono un primo conflitto, a bassa intensita. La nuova fiammata bellica tra Cambogia e Thailandia, questa volta, e pero stata subito segnata da violenti scontri in piu settori della frontiera, con l'impiego di artiglieria e mezzi corazzati, degli ormai immancabili droni, e soprattutto - segnale tipico di una rapida escalation - con le incursioni aeree lanciate dalla Royal Thai Air Force (RTAF), con F-16 e JAS-39 GRIPEN, in assenza di analoghe capacita cambogiane. Il 28 luglio e stato raggiunto un "cessate il fuoco", sebbene incidenti a bassa intensita siano proseguiti nelle settimane successive, sino a un piu ampio accordo siglato il 26 ottobre 2025 a Kuala Lumpur. Accordo tuttavia assai precario, e ben presto messo in discussione dal ripetersi di incidenti e da un crescendo di accuse tra Bangkok e Phnom Penh. I combattimenti sono infatti ripresi il 7 dicembre 2025 con armi pesanti e nuovi raid aerei, e si sono protratti sino a una nuova tregua siglata 3 settimane piu tardi (anche se, tra gennaio e febbraio 2026, si sono registrati ancora sporadici incidenti).
Battesimo del fuoco e ambizioni
Oltre alla RTAF, nei combattimenti del 2025 anche la Marina Thailandese e stata coinvolta, sia a luglio, sia - in maniera piu incisiva - a dicembre: innanzitutto con i reparti di Fanteria di Marina, ma anche schierando prima 4 e poi 8 unita nel Golfo di Thailandia. In questo settore marittimo, infatti, le isole di Koh Kut (o Koh Kood), prezioso arcipelago turistico, e la vicina regione costiera di Khlong Yai, al confine con la Cambogia, sono state uno dei punti "caldi" del conflitto, con il coinvolgimento del Comando della I Zona Navale. Il 26 luglio, sono infatti entrate in azione in questo settore - una striscia costiera lunga circa 50 km, e che in alcuni punti e larga meno di 2, con evidenti fattori di vulnerabilita - i reparti del Royal Thai Marine Corps (RTMC), supportati dal fuoco dei cannoni da 76/62 mm di alcune navi, compreso il moderno OPV PRACHUAP KHIRI KHAN (classe KRABI, in servizio dal 2019, classificato anche come corvetta), per respingere incursioni di forze cambogiane. In quell'occasione, secondo fonti thailandesi, le navi hanno aperto il fuoco anche contro alcuni droni nemici, di modello non specificato, distruggendone 3.
A fine 2025, gli scontri sono ripresi lungo questo "fronte marittimo", e con maggiore intensita. Il 9-10 dicembre e intervenuto con il suo cannone COMPATTO da 76/62 mm il pattugliatore costiero THEPA (classe SATTAHIP, 6 unita realizzate negli anni '80, alcune armate con l'obsoleto 76/50 singolo tipo Mk-22), per coprire i Marines impegnati a distruggere alcuni bunker cambogiani. Il 13-14 dicembre, 4 navi, compreso il gia citato PRACHUAP KHIRI KHAN, supportate da F-16 della RTAF, hanno poi bombardato una postazione cambogiana presso Koh Kong, che con 4 cannoni da 130 mm aveva aperto il fuoco sul posto di frontiera thailandese di Ban Hat Lek, all'estremita meridionale della striscia di Khlong Yai, per poi ingaggiare anche le unita navali nemiche. Il 15 dicembre, inoltre, Bangkok ha istituito un blocco navale, mirato a intercettare le importazioni di petrolio cambogiane, protrattosi sino al nuovo stop ai combattimenti del 27 dicembre. Dal canto suo, la Cambogia ha intensificato l'impiego dei droni anche per minacciare o colpire obbiettivi in mare, comprese le piattaforme petrolifere off-shore, gia al centro di controversie per aree considerate ricche di giacimenti di idrocarburi, per la cui difesa la Marina Thailandese ha schierato elicotteri, navi e reparti speciali.
L’articolo completo è pubblicato su RID 09/26, disponibile online e in edicola.
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