RIVISTA ITALIANA DIFESA
Gli USA alla ricerca disperata di armi a lungo raggio più economiche 24/08/2026 | Fabio Di Felice

Con il conflitto contro l'Iran che sta erodendo le scorte statunitensi di munizioni guidate ad alto costo, il Pentagono ha lanciato un nuovo programma per sviluppare rapidamente armi d'attacco a lungo raggio economiche e producibili in serie.

Il requisito è per sistemi a guida autonoma denominati Ground-Based Affordable Mass (GBAM): armi con un costo unitario inferiore a 250.000 dollari in produzione di serie e un costo-per-effetto complessivo sotto i 500.000 dollari, calcolato in base ad affidabilità e probabilità di successo della missione. La tempistica è serrata e si articola in 2 fasi: dimostrazioni in volo entro 60-90 giorni dalla selezione, seguite dalla prontezza per la produzione in serie entro 12-18 mesi.

L'obiettivo della "GBAM Challenge", come l'ha denominata la Defense Innovation Unit (DIU), è integrare le costose munizioni di precisione con capacità d'attacco a lungo raggio economiche e scalabili — nelle parole della DIU, "consentire ai comandanti di colpire un ventaglio più ampio di obiettivi, preservare le munizioni di pregio per il loro impiego designato e sostenere il ritmo operativo per tutta la durata di un conflitto prolungato". Le aziende selezionate saranno invitate a una dimostrazione in volo di Fase II presso un poligono governativo a inizio novembre, dove presenteranno il proprio sistema in un briefing di 30 minuti a valutatori statunitensi e alleati. Ogni partecipante alla dimostrazione riceverà un premio iniziale di 250.000 dollari; le soluzioni meglio valutate potranno accedere a finanziamenti fino a 5 milioni di dollari per consegnare immediatamente lotti di test operativi alle unità militari. Nel complesso, il governo ha stanziato fino a 250 milioni di dollari per la challenge e le attività di transizione successive.

La DIU non specifica se GBAM sarà un missile o un drone, ma il vincolo di base è un rapporto costo-efficacia favorevole a distanze operative rilevanti — oltre 600 miglia nautiche — riducendo al minimo l'onere logistico, addestrativo e di supporto per le unità impiegate. L'arma deve essere lanciata da terra, trasportare un carico utile minimo di 16 kg (con priorità ai sistemi in grado di superare i 45 kg), e disporre di riconoscimento automatico del bersaglio con guida terminale autonoma, in grado di operare in ambienti con disturbo elettronico e negazione del GPS. Ciò include capacità di navigazione alternative o ridondanti per operazioni in ambienti privi di GPS/GNSS, compresi scenari marittimi e altri contesti "poveri di riferimenti".

GBAM si affianca ad altri programmi del Pentagono volti a sviluppare armi d'attacco che superino il modello tradizionale del missile ad alto costo e bassi volumi di produzione. Il programma Family of Affordable Mass Missiles (FAMM) dell'Aeronautica Militare statunitense sta sviluppando diverse varianti di missili cruise a basso costo per il lancio palettizzato da aerei da trasporto come il C-130 e il C-17, oltre a versioni trasportate direttamente sui piloni degli aeromobili da combattimento. Una variante a portata estesa, denominata FAMM-BAR ("Beyond Adversary's Reach"), è in fase di sviluppo all'interno della stessa famiglia per raggiungere portate superiori a 1.000 miglia nautiche. In parallelo, il programma Low-Cost Containerized Missiles (LCCM) punta a portare in produzione su larga scala missili cruise a basso costo lanciabili da sistemi containerizzati, mentre un'iniziativa collegata ma distinta persegue un'arma ipersonica a costo ridotto, basata sul missile BLACKBEARD di Castelion.

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