Secondo quanto si apprende dal sito della Difesa, a partire da marzo 2026, a seguito della crisi nell’area del Golfo e della richiesta di supporto avanzata dai Paesi partner, l’Italia ha schierato un contingente militare in Arabia Saudita “a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein”.
Si tratta nel dettaglio della Task Force Air – Arabia, composta da 400 militari dell’Aeronautica Militare schierati tra Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force “concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonché alla protezione delle forze e degli interessi nazionali presenti nell’area”. Sempre come si legge sul sito della Difesa, il dispositivo integra capacità di “allarme precoce, comando e controllo, difesa aerea, trasporto tattico, sorveglianza radar e contrasto ai sistemi aerei senza equipaggio”.
La Task Force è composta da 5 Task Group dell’Aeronautica Militare: il Task Group ARGO, con un E-550A CAEW per early warning, sorveglianza aerea e C3; il Task Group TYPHOON, con 4 caccia Eurofighter TYPHOON impiegati per la difesa dello spazio aereo; il Task Group MEDAL, con un velivolo da trasporto tattico KC-130J per esigenze di trasporto e MEDEVAC; il Task Group KUWAIT (immaginiamo schierato in Kuwait), che assicura sorveglianza aerea tramite un radar AN/TPS-77; e, infine, il Task Group C-UAS, dotato del sistema antidrone ACUS-Enhanced di Leonardo. Si noti che MEDAL e TYPHOON sono gli stessi nominativi della Task Force Air – Kuwait che prima della guerra di marzo 2026 era schierata presso la base di Ali Al Salem.
In sostanza, i nostri Eurofighter TYPHOON, come più volte auspicato su queste colonne, garantiscono, assieme al G-550 CAEW, la sicurezza dello spazio aereo di un Paese alleato. L'Italia offre così ad un partner strategico come l'Arabia Saudita, ma anche a Kuwait e Bahrain, un'importante garanzia politico-militare.
In aggiunta, secondo quanto riportato dall’ottimo Fausto Biloslavo su Il Giornale, è schierato nella penisola arabica anche un contingente terrestre dell’Esercito Italiano (circa 300 militari, di cui la metà in Arabia Saudita), la Task Force Land – Arabia, la cui esistenza è possibile confermare tramite il sito della Difesa (pur senza poter reperire ulteriori dettagli ufficiali). Come riportato da Biloslavo, la Task Force Land schiererebbe pure una batteria SAMP-T per la diefesa anti-aerea e anti-missile, 1 radar KRONOS (non è specificato il modello) in Arabia Saudita e uno in Bahrein, e una batteria di artiglieria contraerea SKYNEX negli Emirati Arabi Uniti (informazioni, queste ultime, che RID è in grado di confermare).
Secondo quanto siamo in grado di ricostruire, almeno una parte dei militari italiani in Arabia Saudita è schierata presso la base aerea saudita di Al Taif, a circa 250 km dal confine con lo Yemen: il 27 luglio un KC-767A dell’AM è atterrato presso la base di Al Taif (come già avvenuto altre volte nelle settimane precedenti), mentre un KC-130J è decollato dalla stessa base diretto verso il Kuwait. Tale avvenimento ci consente inoltre di fare un’ulteriore considerazione: prima della guerra tra Iran e Stati Uniti, infatti, i KC-767A dell’AM atterravano direttamente in Kuwait (base di Al Mubarak), mentre i C-130 (che hanno dispositivi di autoprotezione) venivano impiegati per i voli dalla base Kuwaitina di Ali Al Salem verso quella irachena di Erbil, con i trasferimenti effettuati in volo tattico e con sistemi di protezione individuali indossati.
La missione è stata resa possibile dalla facoltà che, con la nuova normativa, il Governo ha di spostare forze e assetti nella stessa aerea geografica dove esistono già una o più missioni autorizzate dal Parlamento.
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