In seguito agli attacchi condotti dagli UAV ucraini contro le infrastrutture energetiche in Crimea e contro il traffico mercantile nel Mar d’Azov a inizio mese, già oggetto di una precedente analisi di RID, Mosca ha risposto con una sequenza di attacchi contro il sistema portuale dell’Ucraina meridionale.
Gli strike russi si sono concentrati soprattutto contro l’Oblast di Odessa, con raid diretti contro gli scali di Pivdenne, Chornomorsk, Odessa e Izmail, considerati nodi essenziali per la movimentazione di merci, carburante e materiali militari.
Nella notte tra il 10 e l’11 luglio, la Russia ha condotto una prima ondata di attacchi impiegando circa 7 missili da crociera Kh-59/69 contro il porto di Pivdenne. L’attacco ha colpito un deposito petrolifero, dove sono stati registrati danni significativi e diversi incendi. Parallelamente, 5 droni GERAN-2 hanno raggiunto l’area portuale di Izmail sul Danubio (al confine con la Romania), mentre un ulteriore attacco con circa 18 UAV dello stesso tipo è stato segnalato nei pressi di Tatarbunary. Nella stessa occasione, un altro drone GERAN, di variante non identificata, avrebbe colpito una nave cargo nel porto di Pivdenne.
La notte successiva, tra l’11 e il 12 luglio, Mosca ha lanciato un nuovo attacco contro il porto di Chornomorsk. Secondo le informazioni disponibili, sarebbero stati impiegati circa 15 vettori, tra cui 13 missili Kh-59/69 e 2 missili antiradiazioni Kh-31P. Il sistema di difesa aerea ucraino, rafforzato da batterie NASAMS e IRIS-T, avrebbe intercettato tra i 7 e gli 8 missili da crociera. I 2 Kh-31P avrebbero invece colpito un obiettivo nei pressi di Dachne, mentre circa 5 Kh-59/69 sarebbero riusciti a raggiungere l’area portuale di Chornomorsk. L’azione è stata condotta in 2 ondate: la prima con i missili lanciati da velivoli Su-34 e Su-57, con copertura di caccia Su-35; la seconda con droni GERAN-2, 3 e 4. Nell’attacco è stato colpito un magazzino della società logistica Odtrans nel porto di Odessa e diverse infrastrutture presso Chornomorsk, tra cui depositi logistici, serbatoi di carburante e unità navali all’ancora. Tra queste risultano una nave cargo e un peschereccio colpiti da un drone GERAN-4.
Tutti i dettagli sugli attacchi russi, sul crescente impiego dei droni GERAN-4 e sulla costellazione satellitare RASSVET russa (e su come potrebbe essere utilizzata per guidare i GERAN) nell'articolo completo, pubblicato su Risk&Stretgy WEEKLY #25/26.
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