Nelle ultime 48 ore il conflitto USA-Iran è entrato in una nuova fase di escalation.
Sul fronte USA, i raid del CENTCOM (giunti alla 6a notte consecutiva) si sono estesi a nord verso Parchin e le aree a sud di Teheran, con difese aeree iraniane attive sulla capitale, e a ovest fino a Khorramabad, dove è stata colpita la base missilistica Imam Ali. Contestualmente, nella notte tra il 16 e il 17 sono stati colpiti obiettivi non militari: 5-6 ponti nella contea di Khamir (Hormozgan), lo snodo ferroviario di Bandar Abbas, la torre di controllo del traffico marittimo del porto di Chabahar e l'aeroporto di Iranshahr.

L'estensione dei raid a ovest non si sta tuttavia traducendo in una reale interdizione dei lanci iraniani da quelle province, da cui il grosso delle salve balistiche continua a partire. Per colpire in profondità in un teatro come quello iraniano servirebbe una massa d'attacco che gli Stati Uniti al momento non hanno in area di operazioni (a meno che l’Aeronautica Israeliana, al momento non coinvolta, non torni ad essere della partita), o l’impiego di prezioso munizionamento stand-off in grandi volumi (che, come abbiamo già sottolineato più volte, non si possono permettere di utilizzare, dopo quanto consumato nei 40 giorni di guerra con Teheran). A ciò aggiungiamo l’impossibilità di usare l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, dove era/è concentrato un buon numero di aerocisterne (oltre 20), per via delle vacanze estive in Israele. La maggior parte degli attacchi USA resta di conseguenza concentrata nel sud e lungo la costa.
L'Iran risponde da giorni con salve di missili balistici, missili da crociera e droni, ma negli ultimi giorni ha alzato il tiro. Il 17 luglio ha colpito per la prima volta dalla ripresa di luglio anche il Qatar (base di Al Udeid), mentre continua a bombardare Bahrein, Giordania e Kuwait, già colpiti a più riprese nei giorni precedenti. In Bahrein sono stati centrati il Quartier Generale della 5a Flotta (o quello che ne rimane) e un impianto petrolifero della BAPCO (Bahrain Petroleum Company), con i missili iraniani che in almeno 2 occasioni hanno “bucato” lo scudo della batterie PATRIOT. In Giordania sono state colpite le basi di Muwaffaq Salti, King Faisal (5 impatti visibili da satellite) e Prince Hassan (colpito hangar per elicotteri). Nuovi strike anche in Kuwait, principalmente contro la base di Ali Al Salem, colpita anche da droni ARASH-2 lanciati dall’Esercito regolare Iraniano (Artesh), e non precisati obbiettivi al confine con l’Iraq (gli Iraniani in proposito hanno rivendicato l’ingaggio di 2 lanciatori HIMARS, per il lancio di missili balistici tattici ATACMS/PrSM). Diversi attacchi anche in Kurdistan iracheno, dove è stato colpito l’aeroporto di Erbil (la base americana) e il campo peshmerga di Komala (vicino a Sulaymaniyah) bersagliato da almeno 5 droni. L'IRGC rivendica inoltre attacchi puntuali contro il centro di comando delle forze speciali USA di al-Tanf (Siria), che gli americani sostengono di avere abbandonato, e contro un hotel a Duqm (Oman) che ospiterebbe personale statunitense. Infine, in risposta ad attacchi iraniani contro infrastrutture civili, l'Iran ha colpito e danneggiato un impianto di desalinizzazione in Kuwait, come confermato dalle autorità locali.

Colpisce in particolare la precisione iraniana, specialmente contro i bersagli in Giordania e negli UAE, dove sono stati colpiti con precisione almeno 3 magazzini “rinforzati” presso la cittadella militare di Sheikh Zayed utilizzando 3 missili (1 per bersaglio). Probabilmente, i tecnici iraniani stanno introducendo una serie di accorgimenti, appresi grazie alle lezioni della Guerra dei 40 giorni, e sfruttando al massimo il supporto a livello d’intelligence dei Russi. Gli Emirati hanno risposto partecipando attivamente agli strike nel sud dell’Iran: un video mostra una munizione circuitante YABHON in volo sopra la città portuale iraniana di Bandar Abbas.
Nel complesso, siamo entrati in una nuova fase del conflitto tra Iran e USA, che si colloca a mezza via tra la guerra totale e il “tit-for-tat” proporzionale e bassa intensità al quale avevamo assistito per un paio di settimane dopo il raggiungimento del cessate il fuoco; cessate il fuoco che adesso può essere considerato come definitivamente morto e sepolto.
Seguiteci sui nostri canali Telegram, Facebook, X, YouTube e Instagram.




.gif)
