Tra la seconda metà di giugno e i primi giorni di luglio Russia e Ucraina hanno intensificato le rispettive campagne di attacchi in profondità, colpendo con crescente frequenza infrastrutture energetiche, logistiche e industriali nelle rispettive capitali.
Mosca ha condotto una serie di attacchi combinati su larga scala contro Kiev, alternando missili balistici ISKANDER-M/KN-23 (il cui impiego è in crescita), missili da crociera ipersonici ZIRCON, Kh-101 e KALIBR a sciami di droni GERAN-2/3 ed esche GERBERA.
Il dato più rilevante è il progressivo calo del tasso di intercettazione della difesa aerea ucraina, sceso attacco dopo attacco fino ai livelli più bassi delle ultime settimane. Tale calo è riconducibile ad almeno 3 fattori principali: la carenza di intercettori PATRIOT PAC-3, il crescente ricorso a vettori balistici da parte russa, e la possibile distruzione di radar di early warning (anche se non ci sono al momento evidenze in tal senso) che comprime così i tempi di reazione: come ci conferma una nostra fonte in loco, a Kiev le allerte scattano quando i primi missili hanno già colpito. Ai 3 fattori succitati si aggiunge la dipendenza della catena di scoperta e tracciamento dei balistici da dati e sistemi satellitari occidentali.
Sul versante opposto, Kiev ha lanciato alcuni dei più massicci attacchi con droni a lungo raggio dall'inizio del conflitto (fino a diverse centinaia di UAV per singola operazione) contro raffinerie, infrastrutture oil & gas e siti industriali a valenza strategica nell'area di Mosca e in altri Oblast della Federazione. Tra gli obiettivi colpiti ci sono la raffineria di Kapotnja di Gazprom Neft, il centro di comunicazioni spaziali di Dubna e nodi della rete di trasporto del gas.
L'escalation ha riguardato sia l'intensità sia la frequenza degli attacchi, con alcune operazioni (come il raid ucraino in concomitanza con il vertice NATO di Ankara) dalla valenza più politica e dimostrativa che militare. In un conflitto di logoramento con limitati mutamenti lungo la linea del fronte, entrambi i contendenti fanno affidamento crescente sugli attacchi alle infrastrutture per erodere le capacità militari ed economiche dell'avversario.
L’articolo completo, con tutti i dettagli - cronologia degli attacchi, numero di vettori impiegati e intercettati, elenco degli obiettivi colpiti a Kiev e in Russia e l'analisi delle prestazioni delle difese aeree – è pubblicato su Risk&Strategy WEEKLY #24/26 in uscita oggi.
Seguiteci sui nostri canali Telegram, Facebook, X, YouTube e Instagram.




.gif)
