RIVISTA ITALIANA DIFESA
Massed Modular Aircraft: gli Stati Uniti guardano al futuro post MQ-9 REAPER 16/07/2026 | Gabriele Molinelli

In una sollecitazione aperta sia ai fornitori statunitensi che a quelli internazionali, la “Joint Force” statunitense – e non solo l’Aeronautica – chiede all’industria le proprie proposte per la realizzazione di un nuovo tipo di velivolo senza equipaggio che dovrà essere molto più economico dell’MQ-9 e operare in numeri maggiori, assorbendo le “inevitabili” perdite e continuando a produrre effetti in modo più conveniente sotto il profilo dei costi.

La sollecitazione si apre riconoscendo che fare affidamento su velivoli complessi “ad alto valore” “con un costo superiore ai 30 milioni di dollari” (approssimativamente il valore unitario appunto di un REAPER), sia con equipaggio che senza, è “insostenibile contro avversari che utilizzano difese stratificate abilitate da capacità contraeree sempre più economiche”. Ciò costringe la Joint Force a compromessi inaccettabili: operare “in sicurezza” al di fuori della zona di minaccia, a scapito dell’efficacia della missione, oppure penetrare all’interno di essa subendo livelli di attrito economicamente insostenibili.

Questa sollecitazione ammette apertamente che l’attrito è “inevitabile” e che questo nuovo tipo di velivolo senza equipaggio dovrà operare attraverso il dispiegamento di “un numero maggiore di piattaforme senza equipaggio meno costose”, progettate fin dall’inizio “con l’aspettativa che alcune di esse andranno perdute in combattimento”.

I Massed Modular Aircraft (MMA) sono concepiti come piattaforme riconfigurabili direttamente in teatro, capaci di impiegare significativi carichi di missione a lungo raggio. “Fondamentalmente, gli MMA devono conservare la capacità di essere equipaggiati con una varietà di carichi utili, inclusi sensori Full Motion Video (FMV), per eseguire le missioni che l’MQ-9A svolge oggi”, si legge nella sollecitazione, nel passaggio che collega più esplicitamente gli MMA ai piani di sostituzione degli attuali REAPER.

I requisiti chiave per gli MMA rivelano di più sul pensiero attuale degli Stati Uniti.

In termini di carico utile, l’MMA deve trasportare "almeno" 2.800 libbre (1.270 kg). Si tratta di un valore significativamente inferiore al carico utile dell’MQ-9A REAPER, pari a 3.850 libbre (1.746 kg), di cui fino a 850 libbre (386 kg) interni e 3.000 libbre (1.361 kg) esterni. Tuttavia, si tratta di un requisito “base” e maggiori dettagli sulla eventuale separazione tra configurazioni interne ed esterne potrebbero ridurre l’entità reale di questo divario.

Il raggio di combattimento senza rifornimento deve essere di almeno 2.300 miglia nautiche con il carico utile a bordo; l’aeromobile deve inoltre essere in grado di auto-dispiegarsi con voli di trasferimento di "almeno" 8.000 miglia nautiche.

Un aspetto cruciale è che un singolo operatore dovrà controllare "molti" UAV, invertendo radicalmente il modello molto intensivo in termini di personale che l’MQ-9 ha tradizionalmente impiegato durante l’intera era della “guerra globale al terrorismo”, in cui un singolo MQ-9 veniva controllato da equipaggi di 2 o più operatori che si alternavano in turni.

Il controllo dell’MMA dovrà essere assicurato tramite una soluzione ibrida di SATCOM e rete Mesh collegata al Department of the Air Force-Battle Network (DAF-BN). Dovrà inoltre essere possibile eseguire localmente le operazioni aeroportuali (rullaggio, decollo, atterraggio e deviazione) nei casi in cui le comunicazioni satellitari siano fortemente degradate o negate.

Sono richiesti margini "sufficienti" di spazio, peso, potenza (vengono indicati 25 kW) e raffreddamento (5 kW) per supportare “approcci flessibili ai carichi utili interni ed esterni”, con “rapido” scambio dei sistemi.

L’aeromobile deve volare a una velocità aerodinamica vera di “almeno” 200 nodi (370 km/h) ed è richiesto che possa operare da piste di 6.000 piedi (1,8 km), ma idealmente anche da piste più corte e da superfici semi-preparate.

La piattaforma deve garantire interoperabilità e facilità di integrazione conformandosi agli standard concordati per hardware e software, in particolare le Government Reference Architectures. Il velivolo deve essere sviluppato secondo il Modular Open Systems Approach (MOSA).

La sollecitazione richiede proposte mature, in grado di evolvere verso un prototipo volante su scala reale entro 21 mesi dall’assegnazione del contratto. Una Capacità Operativa Iniziale (Initial Operating Capability – IOC) costituita da 20 velivoli pronti per la missione, inquadrati in un’unità operativa e dispiegabile, è prevista per l’Anno Fiscale 2031.

 

Seguiteci sui nostri canali Telegram, Facebook, X, YouTube e Instagram.

 

 


Condividi su:  
News Forze Armate
COMUNICATI STAMPA AZIENDE