RIVISTA ITALIANA DIFESA
Via libera USA per manutenzione PATRIOT PAC-3 MSE in Europa e produzione in Ucraina 15/07/2026 | Gabriele Molinelli

Dal summit NATO di Ankara sono arrivati accordi importanti per diverse iniziative per migliorare la capacità di produrre e manutenere sistemi d’arma chiave.

Notizie particolarmente importanti sono maturate sul fronte dei missili intercettori PAC-3 MSE per le batterie anti-missile PATRIOT, elemento cruciale delle capacità difensive di diversi Paesi dell’Alleanza e quindi della NATO più in generale.

Gli Stati Uniti si sono accordati con Germania, Olanda, Polonia e Svezia per avviare la realizzazione in Europa di una struttura dedicata alla manutenzione dei missili PAC-3 MSE. Questo importante passo avanti è stato inoltre accompagnato da nuove aperture statunitensi alla possibilità di espandere anche la produzione del missile al di fuori degli USA.

Finora, la produzione di missili per le batterie PATRIOT al di fuori degli Stati Uniti continentali è stata rigidamente controllata. Nel 2024 Germania, Olanda e Spagna avevano posto una base importante tramite l’acquisizione congiunta di fino a 1.000 dei più anziani missili PAC-2.

Per queste armi era già arrivato il permesso a produrre in Europa e così i missili saranno prodotti da MBDA in un nuovo stabilimento nella Germania meridionale. Grazie alla nuova fabbrica, la capacità globale di produrre PAC-2 va a raddoppiare. La produzione è attesa in partenza entro fine anno con le prime consegne nel 2027.

Il prossimo passo sarebbe produrre anche il più avanzato e specializzato intercettore PAC-3 MSE, già oggetto negli Stati Uniti di enormi investimenti per incrementare in modo esponenziale la capacità produttiva annuale, anche a fronte del fatto che la US Navy si aggiunge agli utilizzatori a partire dal budget 2027.

Ad avere un gran bisogno di intercettori per le batterie PATRIOT è prima di tutto l’Ucraina, che da tempo prega perché gli Alleati aiutino a far affluire i necessari missili per la difesa dalle più avanzate minacce russe, in particolare quelle balistiche.

L’8 luglio, nella Conferenza congiunta fra Presidenti, Zelensky ha ricevuto il via libera che più di tutti aspettava, ovvero quello di Trump relativo alla concessione di una licenza di produzione. La produzione di missili PATRIOT dovrebbe insomma partire anche all’interno della stessa Ucraina, anche se le tempistiche per aprire uno stabilimento efficiente sono tutte da chiarire e non possono in alcun caso essere istantanee. Servirà come minimo un anno, probabilmente di più, quindi rimane l’urgenza di continuare l’approvvigionamento dalle linee già esistenti nel frattempo, ma per l’Ucraina è una notizia di fondamentale importanza.

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