RIVISTA ITALIANA DIFESA
Iran, notte di guerra: si rompe la logica della proporzionalità 08/07/2026 | Pietro Batacchi

Pesante escalation nella notte nel confronto tra Iran e Stati Uniti.

A seguito di una serie di attacchi da parte dei Pasdaran contro navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz, comprese 2 petroliere, una saudita e una qatarina, Washington ha lanciato un’ondata di attacchi aerei contro obbiettivi iraniani (siti missilistici e installazioni legate alla difesa antiaerea) nell’area di Bandar Abbas e sulle isole di Qeshm e Sirik.

CENTCOM ha reso noto di aver colpito 80 target, compresi diversi barchini d’assalto dei Pasdaran. Contestualmente, il Dipartimento del Tesoro americano ha annunciato la sospensione della deroga, prevista dal MoU tra i 2 Paesi sottoscritto a metà giugno, che consente la produzione e l’export del petrolio iraniano attraverso Hormuz durante il periodo tra il MoU e l'accordo finale.

La rappresaglia non si è fatta attendere con Tehran che ha lanciato missili contro le basi americane in Kuwait e Bahrain, e rivendicato l’abbattimento di un UAV REAPER.

Stamattina segnalati nuovi attacchi nell’area di Bushehr, nel sud dell’Iran, e sirene antiaeree in Bahrain.

All’origine di questa “vampata di guerra” c’è il tentativo di passaggio di alcune navi attraverso il “corridoio omanita” di Hormuz, che l’Oman ha aperto nella parte sud dello Stretto. L’Iran non riconosce ufficialmente il diritto delle navi a passare attraverso questo corridoio e insiste, invece, sulla rotta che si snoda più a nord, vicino alla costa iraniana, e che viene attualmente utilizzata dalla maggior parte delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz.

In sostanza, Teheran ritiene che, in virtù del risultato ottenuto con la Guerra, possa esercitare comunque un certo grado di controllo attraverso lo Stretto: circostanza evidentemente inaccettabile per Washington (e per la comunità internazionale nel suo complesso), che ha così deciso di reagire in maniera non proporzionale alle iniziative dei Pasdaran.

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