RIVISTA ITALIANA DIFESA
Diehl Defence valuta la produzione in Germania del missile ucraino FP-5 FLAMINGO 19/06/2026 | Francesco Bossi

L’azienda tedesca Diehl Defence, specializzata nella produzione di missili guidati - tra cui gli IRIS-T - sistemi di difesa aerea e munizionamento navale e terrestre, starebbe valutando la possibilità di avviare la produzione del missile da crociera ucraino FP-5 FLAMINGO in Germania.

L’annuncio è arrivato dall’Amministratore Delegato di Diehl Defence, Helmut Rauch, nel corso di un briefing con la stampa a margine del salone aeronautico ILA di Berlino. Rauch ha dichiarato che, nelle prossime settimane, l’azienda terrà una serie di incontri con i rappresentanti di Fire Point, l’azienda ucraina che produce il missile a lungo raggio FP-5 FLAMINGO.

È da sottolineare che non si tratterebbe del primo incontro tra le 2 aziende, già durante l’aprile scorso, infatti, Diehl Defence e Fire point avevano firmato un accordo di cooperazione tecnologica nel quale la società tedesca avrebbe aiutato quella ucraina a integrare un seeker semi-attivo sviluppato da Diehl sul nuovo missile intercettore FP-7.X. Inoltre, è ipotizzabile che l’accordo di aprile sia stato utile per un primo scambio sul FLAMINGO e in particolare sul suo sistema di guida (di cui si conosce poco o nulla, NdR).

L’FP-5 FLAMINGO, lo ricordiamo, è un missile da crociera subsonico a lungo raggio, impiegato dalle Forze Armate ucraine a partire dall’agosto 2025. Secondo le informazioni e le evidenze disponibili, il sistema è in grado di raggiungere una gittata fino a 3.000 km e di trasportare una testata convenzionale del peso compreso tra 1.000 e 1.150 kg, caratteristiche che gli consentono di colpire obiettivi strategici in profondità. Il missile è propulso da un motore turboventola e viene lanciato da una rampa terrestre trainata, di dimensioni relativamente ingombranti, con l’ausilio di un booster a razzo nella fase iniziale del volo. Dal punto di vista progettuale, presenta una configurazione aerodinamica convenzionale, con ala fissa centrale e superfici di controllo posteriori.

La navigazione si basa su sistema satellitare ed è dotato di soluzioni anti-jamming rudimentali. Tuttavia permangono diverse incertezze sulle reali prestazioni operative del sistema. Il confronto tra i lanci rivendicati dall’Ucraina e gli impatti effettivamente confermati suggerisce infatti che il FLAMINGO non abbia ancora raggiunto livelli di efficacia particolarmente rilevanti. Le evidenze disponibili suggeriscono che una quota significativa dei missili lanciati venga intercettata dalle difese aeree russe, mentre quelli che raggiungono il bersaglio non sempre dimostrano una precisione sufficiente a garantire gli effetti operativi attesi. Il sistema appare quindi come una soluzione relativamente semplice e orientata alla produzione rapida e a basso costo, che privilegia quantità ed economicità rispetto alla sofisticazione tecnologica. Le sue dimensioni, l’elevata firma radar, le procedure di lancio complesse e la dipendenza da sistemi di navigazione satellitare lo renderebbero particolarmente vulnerabile all’intercettazione e alle contromisure elettroniche. I punti di forza del sistema sembrano invece risiedere nella lunga gittata e nella notevole potenza della testata, che lo rendono adatto a una strategia di attacchi a lungo raggio basata sulla saturazione piuttosto che sulla precisione chirurgica.

Proprio in questo contesto potrebbe inserirsi l’eventuale collaborazione con Diehl Defence: l’integrazione con capacità industriali e tecnologiche tedesche non solo potrebbe incrementare i volumi produttivi del vettore, ma anche migliorarne le prestazioni, in particolare attraverso possibili upgrade al sistema di guida, sia nella fase di navigazione sia in quella terminale, possibilmente con l’adozione di un seeker.

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