RIVISTA ITALIANA DIFESA
Spese militari, caos Italia 05/05/2026 | Pietro Batacchi

L'Italia resta sotto procedura d'infrazione per deficit eccessivo da parte dell'Europa e lo scenario che avevamo previsto - andate in proposito a rileggervi RID 1/26, articolo sul bilancio della Difesa 2026 - sembra proprio che si stia avverando.

L'Italia per quest'anno non potrà usare la clausola di salvaguardia prevista da Rearm Europe ma esclusivamente i fondi SAFE (Security Action For Europe). Attenzione, però, perché questi ultimi non solo andranno a finanziare programmi già in essere, ma probabilmente verranno anche in parte utilizzati per compensare delle riduzioni delle poste in bilancio - leggi tagli ai bilanci dei Ministeri - che ci saranno per dar modo al nostro Paese di tornare sotto il 3% di rapporto deficit/PIL previsto dai parametri del Patto di Stabilità.

Tanto, per mettere il segno “+” alle spese militari, c’è sempre quel famoso 1,5% di spese per la “security”, un bacino dove si può “infilare” letteralmente di tutto. Game, set, match.

Sia il Ministro Giorgetti sia la Premier Meloni hanno già anticipato in parte questo scenario, mentre l'industria è in allarme visto che già si parla del congelamento di una serie di programmi, specie terrestri (il nuovo ATV e il nuovo semovente ruotato dell'Esercito), ma non solo: pensiamo alla dronizzazione complessiva dello strumento militare, ad alcuni programmi missilistici, a scorte e magazzini, ecc. E nel 2027 non aspettatevi miglioramenti. Le spese militari non tirano in campagna elettorale.

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