RIVISTA ITALIANA DIFESA
L’ascesa tecnologico-operativa degli sciami di droni 30/03/2026 | Paolo Quaranta

La definizione “sciame di droni” indica una quantità di sistemi UAV (Unmanned Aerial Vehicle) progettati per operare congiuntamente quali sciami robotici, e in grado di svolgere missioni coordinate di sorveglianza e attacco. I conflitti in Ucraina e Medioriente hanno dimostrato il ruolo cruciale dell’utilizzo del concetto di sciame di droni nella guerra moderna, con un nuovo e decisivo impatto sul campo di battaglia.

Dal punto di vista operativo, gli sciami di droni hanno introdotto un nuovo tipo di valutazione nell’analisi costi-benefici nelle operazioni militari poiché, in netto contrasto con i costi di missili da crociera e altri sistemi d’arma, risultano sacrificabili nei confronti di ogni tipo di obiettivo, offrendo un’alternativa economica e versatile, con la possibilità di operare in numero tale da riuscire a saturare le difese nemiche.

Il loro utilizzo, soprattutto se gestito da algoritmi di intelligenza artificiale, può anche parzialmente compensare gli svantaggi in termini di uomini e mezzi di una delle parti, fungendo da “fattore di livellamento” nello scontro, soprattutto in un conflitto di logoramento di lunga durata. Per questi motivi, l’ascesa tecnologico-operativa degli sciami di droni non deve essere considerata come una tendenza passeggera, ma rappresenta un serio cambiamento nelle operazioni militari.

Questa tecnologia vede applicazioni anche a sistemi robotici terrestri e navali (anche subacquei, seppur con alcune limitazioni), tutti capaci di svolgere azioni collettive, riuscendo a raggiungere livelli di efficienza impossibili per un singolo sistema: grazie alle sofisticate capacità di comunicazione, il comportamento di ogni singolo appartenente al gruppo comporta un cambiamento nell’intero sciame, con conseguente riorganizzazione e adattamento alle condizioni ambientali in modo completamente autonomo.

L’articolo completo è pubblicato su RID 04/26, disponibile online e in edicola.

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