RIVISTA ITALIANA DIFESA
Ucraina, massiccio attacco russo nella notte: Leopoli colpita con un IRBM ORESHNIK 09/01/2026 | TOMMASO MASSA

Intorno alle 23:00 di ieri la città di Leopoli è stata colpita con un missile balistico a raggio intermedio (IRBM) ORESHNIK, equipaggiato con testate convenzionali (o inerti).

Si tratta del secondo impiego di tale ordigno contro l’Ucraina dopo l’attacco a Dnipro il 21 novembre 2024. Il missile dovrebbe essere stato lanciato dal cosmodromo di Kapustin Yar (Oblast di Astrakhan), distante circa 1.600 km da Leopoli. Diversi video mostrano l’impatto di almeno 6 testate multiple indipendenti MIRV (Multiple Independently Targetable Reentry Vehicle). Sebbene non siamo in grado di confermarlo in maniera indipendente, diverse fonti sia russe che ucraine riportano che sia stato colpito l’impianto di stoccaggio di gas di Bilche-Volytsko-Uherske a Stryi, una cinquantina di chilometri a sud di Leopoli e circa 80 km dal confine con la Polonia (un chiaro messaggio alla NATO). L’impiego dell’ORESHNIK, pur configurandosi – come nel caso dell’attacco a Dnipro – come un atto dimostrativo ed escalatorio, a differenza del precedente avrebbe questa volta colpito, qualora fosse confermato, un obiettivo di alto valore, ovvero il deposito di gas di Stryi.

L’utilizzo dell’ORESHNIK è stato confermato anche dal Ministero della Difesa russo, che ha motivato l’attacco come rappresaglia al lancio di droni da parte ucraina contro la residenza di Putin nella regione di Novgorod il 29 dicembre scorso (lancio negato da Kiev e dagli alleati e sul quale nutriamo qualche dubbio). Ricordiamo inoltre che a dicembre 2025 la Difesa russa aveva “pubblicizzato” il dispiegamento in Bielorussia di un sistema ORESHNIK.

Ricordiamo che l’ORESHNIK è un missile balistico a raggio intermedio (fino a 5.500 km) con capacità nucleare, molto probabilmente derivato dall’IRBM RUBEZH (RS-26, o SS-X-31 per la NATO), e testate multiple indipendenti, ciascuna a sua volta equipaggiabile con submunzioni.

Parallelamente al lancio dell’ORESHNIK, i Russi hanno attaccato l’Ucraina, in particolare Kiev, con oltre 240 droni tra GERAN-2 e UAV esca GERBERA (220 dei quali intercettati secondo l’Aeronautica Ucraina), 22 missili da crociera KALIBR lanciati da unità navali (2 fregate e 1 sottomarino) dall’area di Novorossiysk (10 intercettati secondo Kiev), e 12 missili balistici ISKANDER-M, tutti diretti contro la capitale (8 abbattuti secondo gli Ucraini). Per quanto riguarda gli obiettivi, a Kiev sono stati colpiti con missili 3 impianti di cogenerazione (CHP-4, CHP-5 e CHP-6), mentre diversi GERAN-2 hanno colpito edifici residenziali, un impianto ferroviario e qualche sottostazione elettrica. Tra 4 e 6 missili KALIBR avrebbero invece colpito obiettivi non identificati nell’Oblast di Mykolaiv. A Kiev si stanno registrando interruzioni nella fornitura di energia elettrica, acqua e riscaldamento, in particolare sulla riva occidentale del Dnipro. Nel dettaglio, secondo il Sindaco della capitale Klitschko circa 500.000 persone sarebbero senza corrente e metà dei condomini senza riscaldamento.

Nell’Oblast di Dnipro sembra che sia invece tornata la corrente questa mattina, mentre Kryvyi Rih è ancora senza luce al momento in cui scriviamo.

Nel complesso, l’attacco condotto questa notte contro Kiev segnala come, anche alla luce del drastico calo delle temperature in tutta l’Ucraina (−16 °C a Kiev), la Russia sia tornata a colpire in modo massiccio le infrastrutture energetiche del Paese, in particolare gli impianti di cogenerazione della capitale, che oltre a fornire energia elettrica garantiscono il riscaldamento degli edifici. L’obiettivo è mettere ulteriormente sotto pressione la popolazione civile ucraina e alienarne il supporto alla leadership del Paese, interessata dal grave scandalo corruzione che ha portato, tra l’altro, alle dimissioni di Yermak da Capo dell'Ufficio del Presidente dell'Ucraina (fine novembre 2025), con tale prestigioso incarico ricoperto ora da Budanov, l’ex Capo dell’Intelligence Militare ucraina (Main Intelligence Directorate, HUR).

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