RIVISTA ITALIANA DIFESA
Ungheria: gli Alpini impegnati nell'esercitazione Noble Imperat 06/04/2023 | Redazione

Esercitazione a partiti contrapposti per le Truppe Alpine dell’Esercito del Battlegroup NATO, schierato in Ungheria nell'ambito dell'operazione Enhanced Vigilance Activity.

Continua l'addestramento del Contingente italiano schierato in Ungheria nell’ambito dell’Operazione enhanced Vigilance Activity (eVA) per l'esercitazione Noble Imperat, una tra le più importanti esercitazioni a partiti contrapposti. L’esercitazione ha visto le truppe dell’Alleanza Atlantica impegnate nella pianificazione, preparazione e condotta di attività tattiche difensive, abilitanti e offensive nonché nello svolgimento di attività logistiche di R3P (Rearm, Refuel, Resupply Point) in ambito diurno e notturno. Il tutto è stato sviluppato in uno scenario caratterizzato da rischio CBRN e dalla minaccia UAV (Unmanned Aereal Vehicle). La componente italiana su base Brigata Alpina Julia composta da unità dell’8° reggimento alpini, Piemonte Cavalleria (2°), 3° reggimento artiglieria terrestre (da montagna) e 2° reggimento genio guastatori nei sette giorni di esercitazione, di cui due di attività continuativa, ha pianificato, preparato e condotto un’attività difensiva di Delay (frenaggio) volta a ritardare e bloccare l’avanzata avversaria mediante l’impiego simulato del fuoco di artiglieria su FH 70, dei mortai da 120 mm e dell’azione della componente di fanteria su VTLM Lince e BV 206 S7. L’Esercitazione ha di fatto sancito il termine della fase “PRIME 1.23” che aveva come scopo l’addestramento warfighting individuale e collettivo per l’integrazione tra le unità del Battlegroup. Con l’esercitazione “NOBLE IMPERAT 1/23” non terminano gli impegni addestrativi e operativi del Battlegroup schierato in Ungheria che di fatto entra nella nuova fase denominata “RISING” finalizzata al raggiungimento della FOC (Full Operational Capability) nel mese di maggio. #UnaForzaperilPaese

Svolgimento dell'esercitazione Il posizionamento di ostacoli attivi e passivi (campi minati anticarro, fossati e terrapieni) operato dalle unità del genio con la copertura effettuata dalle unità di cavalleria su blindo “Centauro” poste sulla fronte del dispositivo, ha avuto lo scopo di porre le basi per un successivo contrattacco da parte delle altre unità del Battlegroup. L’azione delle unità sul terreno è stata supportata da assetti aerei ad ala fissa JAS 39 “GRIPEN” coordinati dal team TACP (Tactical Air Control Party) dell’8°reggimento alpini che hanno simulato azioni di CAS (Close Air Support) ed hanno costantemente fornito aggiornamenti sull’ambiente operativo. Al fine di aumentare il realismo addestrativo, il personale delle unità di fanteria ha impiegato il sistema I-MILES (Instrumentable-Multiple Integrated Laser Engagement System) per simulare l’effetto del fuoco avversario tramite l’impiego di colpi a salve e, al contempo, addestrare i CLS (Combat Lifesaver) alla gestione, stabilizzazione ed eventuale esfiltrazione dei feriti.

 


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