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RID - Rivista Italiana Difesa 14-11-2015 Il nemico in casa data: a cura di:

Man, mano che il tempo passa inizia a farsi più chiara la dinamica degli attacchi di Parigi ed i contorni si fanno sempre più inquietanti. Sì perchè un'azione del genere presuppone una pianificazione, un'organizzazione ed una logistica di notevole livello. Qua non siamo più in presenza di lupi solitari, autoradicalizzati e quant'altro, bensì di un salto di qualità a tutti gli effetti. Qualcosa del genere si era già visto con Charlie Hebdo, ma ieri sera si è avuta netta la dimostrazione che il nemico è veramente in casa. Quello a cui abbiamo assistito è stata un'azione pianificata nel dettaglio, coordinata e condotta come minimo da 3 gruppi di fuco, se non di più, considerate le distanze tra i vari obbiettivi e la simultaneità. Un gruppo ha agito contro lo stadio, uno contro Bataclan ed un altro gruppo ha agito contro il ristorante cambogiano. E probabilmente qualcun altro ha colpito gli altri 3 bar/locali. Gli altri elementi di spicco sono l'alto numero di munizioni che gli assalitori avevano con loro e le cinture esplosive. Questo altro non significa se non la disponibilità di una rete logistica localizzata nell'area metropolitana di Parigi molto estesa e ben organizzata che ha consentito di pianificare l'attacco nei dettagli, di ospitare i gruppi di fuoco, preparare le cinture esplosive e così via. Dunque zone sicure, appartamenti e garage/magazzini altrettanto sicuri dove poter studiare gli obbiettivi, far arrivare gli esplosivi e assegnare i compiti. Qui Internet soltanto non basta, occorre di più. In pratica una rete di supporto logistica e di contatti strutturata, formata da simpatizzanti e persone autoradicalizzate, ma anche da chi è rientrato dai fronti dello jihad, e che ha accesso al canale dei traffici di armi e dispone di personale estremamente qualificato. Il fatto che in pochi mesi siano stati compiuti due attacchi del genere, con il secondo qualitativamente addirittura superiore, è la testimonianza più lampante di come la cintura metropolitana di Parigi contenga aree santuarizzate che le autorità non controllano da anni. In molti parlano già di flop dell'intelligence. Di sicuro non c'è stata prevenzione, o c'è n'è stata poca, ma diventa anche estremamente difficile infiltrare ed inserirsi in realtà che possono contare su appoggi molto più radicati di quanto si possa pensare. Probabilmente, lo stato di emergenza dichiarato di Hollande, provvedimento senza precedenti, va in questa direzione, ovvero costituisce un tentativo dello Stato francese di tornare ad esercitare il controllo in alcune zone del Paese.


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