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RID - Rivista Italiana Difesa 05-02-2019 L'ACV di BAE-IVECO eccede i requisiti 1.1 L'USMC potrebbe procedere direttamente con i più ambiziosi obiettivi 1.2 data: a cura di:

 

L'Amphibious Combat Vehicle di BAE Systems e Iveco DV ha superato brillantemente le prove volute dall'US Marine Corps, tanto da dimostrare di essere già rispondente ai requisiti ACV 1.2.

Nel giugno 2018 l'USMC aveva affidato a BAE Systems un contratto da 198 milioni di dollari per un primo lotto Low Rate Initial Production per 30 veicoli, le cui consegne dovrebbero seguire nell'autunno di quest'anno. Un secondo ordine per altri 30 era giunto a fine 2018, con fondi del budget 2019 e consegne previste nel 2020.

Questi contratti hanno seguito una valutazione competitiva fra l'offerta BAE Systems – Iveco e quella di SAIC/ST Kinetics. Nel novembre 2015 entrambi i contendenti avevano ricevuto un ordine per 16 prototipi da usare nelle prove.

Il programma ACV mira a consegnare un veicolo anfibio che affianchi e progressivamente rimpiazzi l'AAV-7 entrato in servizio nel 1972. L'USMC ha finora pianificato un approccio incrementale allo sviluppo del veicolo formulando un primo requisito “rilassato” noto come ACV 1.1, prevedendo di passare solo in seguito al più complesso 1.2.

Il Colonnello Kirk Mullins, manager del programma Advanced Amphibious Assault presso il Program Executive Officer Land Systems dei Marines, ha espresso grande soddisfazione per l'esito delle prove, che si sono svolte a stretto contatto fra militari e industria. Il veicolo ha già dimostrato di poter rispondere ad ognuno dei requisiti ACV 1.2 e ha anche affrontato con successo onde di 9 piedi. Di conseguenza, l'USMC potrebbe pure riunificare gli obiettivi di ACV 1.1 e 1.2 in un programma singolo, con considerevoli efficienze, anche se decisioni formali in tal senso ancora non ci sono.

Il rapporto del Director Operational Test & Evaluation (DOT&E) per il 2018 conferma che la sezione di fanteria su ACV ha affrontato con successo 15 dei 16 scenari test. Il veicolo ha dimostrato la sua mobilità sia nel deserto che in acqua, e ha confermato di poter operare a fianco degli MBT M1 ABRAMS. Gli equipaggi e la fanteria coinvolta nei test hanno espresso il giudizio che il veicolo è migliore dell'AAV-7 sotto molteplici punti di vista. Di contro, il veicolo ha dimostrato un tempo medio fra guasti di 24,9 ore, ben lontano dalle 58 desiderate, anche se la “maggior parte” dei problemi è stata legata alla Remote Weapon Station, un Government Furnished Equipment.

Il DOT&E chiede inoltre di migliorare la protezione e la resistenza delle ruote e della meccanica e un miglior posizionamento del portello destinato al comandante della squadra di fanteria, mentre le sistemazioni per i 13 Marines vengono descritte come “affollate”. Gli spazi verranno probabilmente riorganizzati, ma si potrebbe anche optare per una riduzione nel numero di soldati trasportati. Il requisito “base” prevedeva infatti spazio per soli 10 fanti.

Le grandi dimensioni e il peso del veicolo hanno reso complesso il suo recupero sul campo, tanto da richiedere l'uso dell'M88A2 HERCULES, variante recupero dell'ABRAMS. Va detto però che al momento la variante recupero apposita dell'ACV non è ancora disponibile, quindi questo problema potrebbe sparire con il naturale proseguimento del programma. Al momento l'unica variante in uso è l'ACV-P, ovvero l'APC ruotato 8x8.

Il 28 gennaio è stata pubblicata una Request For Information per lo sviluppo delle varianti specializzate dell'ACV: Comando (ACV-C), Recupero e manutenzione (ACV-R) e variante con mitragliera da 30mm, ACV-30. La RFI prevede un requisito per 29 ACV-C, 39 ACV-R, e 150 ACV-30. Questi numeri superano già la soglia di 204 ACV-P 1.1 inizialmente prevista.


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