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RID - Rivista Italiana Difesa 23-05-2014 Attacchi all’Esercito Ucraino data: a cura di:

A poche ore dall'inizio delle elezioni presidenziali, previste per il 25 maggio, l'Ucraina orientale continua ad essere teatro di violenti scontri tra le Forze Armate regolari e le milizie dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (RPD). Infatti, quest'ultima, dopo aver sancito la propria indipendenza da Kiev con un referendum popolare tenuto lo scorso 11 maggio, ha ordinato alle forze governative di abbandonare gli oblast di Donetsk e Kharkhiv. Di fronte al rifiuto di Kiev, le milizie separatiste filorusse hanno avviato una serie di operazioni contro quelle che ritengono essere ormai "forze occupanti". L'episodio più grave di questa offensiva anti-governativa si è verificato ieri 22 maggio, quando elementi della Milizia Popolare del Donbass, il braccio armato della RPD, hanno attaccato un check-point dell'Esercito Ucraino nei pressi del villaggio di  Blagodatnoe, alle porte di   Volnovakha,70 kma sud di Donetsk. Il bilancio degli scontri, nel corso dei quali sono stati distrutti 3 mezzi blindati, compreso un BMP-1, è stato di 16 morti, tutti dell'Esercito regolare. Tuttavia, esiste la possibilità che alcune delle vittime siano state causate da fuoco amico, visto che, quando lo scontro armato era prossimo alla conclusione, sul luogo sono giunti 2 Mil Mi-24 ucraini che hanno aperto. L'alta sofisticazione dell'attacco da parte della Milizia Popolare del Donbass solleva molti dubbi sulla presenza, tra le fila degli insorti, di personale militare professionista proveniente dalla Russia. Infatti, secondo diverse fonti, tutte categoricamente smentite da Mosca, nell'est dell'Ucraina sono oggi presenti diverse centinaia di operativi del Cremlino, comprese unità d'elite appartenenti al SVR (l’intelligence esterna russa), al GRU (il servizio segreto militare) e, probabilmente al 45° Reggimento Spetznatz della Guardia di base a Mosca.   


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