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RID - Rivista Italiana Difesa 11-07-2016 Caralis 2016, pattugliatori a tutela ambiente Sirio, Orione e Vega si esercitano a contrastare l’inquinamento da idrocarburi data: a cura di:

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Il 7 e 8 luglio si è svolta a Cagliari l'esercitazione Caralis, la più importante attività dell'anno nel settore antinquinamento condotta dalle navi della Marina Militare.

Teatro dell'esercitazione, quest'anno, le acque al largo della Sardegna, di fronte Cagliari. Come nelle recenti edizioni l'esercitazione ha proposto due momenti principali, uno tecnico teorico e uno pratico operativo.

La Marina, infatti, ha in organico pattugliatori dotati di sistemi che servono, in caso di necessità, a far fronte ad emergenze ambientali.

Per questo motivo si svolgono periodicamente esercitazioni necessarie a verificare le procedure, l'efficienza dei sistemi e addestrare gli equipaggi. Annualmente, poi, si svolge un'esercitazione complessa che prevede il coinvolgimento di più navi insieme ad altri mezzi locali: è il cosi detto addestramento avanzato che serve ad addestrare gli staff ad affrontare situazioni di emergenza con il massimo realismo.

La Caralis 2016 è stata quindi un momento di condivisione e incontro per tutti gli "attori" che condividono lo stesso fine istituzionale, la salvaguardia dell'ambiente marino e il contrasto all'inquinamento.

L'organizzazione della Caralis è stata coordinata dal Comando Forze da Pattugliamento di Augusta (COMFORPAT), tramite la Prima Squadriglia Pattugliatori (COMSQUAPAT UNO), alla quale appartengono le 6 pattugliatori d'altura della Marina con capacità antinquinamento, le navi Orione e Sirio (Classe Costellazioni II serie) e Cassiopea, Libra, Spica e Vega (Classe Costellazioni I serie).

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Il Seminario, alla nona edizione, si è svolto presso l'Università degli Studi di Cagliari, ed ha visto alternarsi quali relatori rappresentanti della Marina, del mondo accademico e scientifico, oltre a specialisti in materia di tutela ambientale marina. I diversi contributi hanno, nell'insieme, fornito un interessante e aggiornato quadro sulle modalità operative di reazione a un'emergenza ambientale e sul progresso della ricerca e dei sistemi applicati alla difesa ambientale. Oltre ai rappresentanti della Marina, che hanno delineato le capacità di contrasto all'inquinamento marino e le attività dual use e di efficientamento energetico ed ambientale della Marina, sono intervenuti rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile, dell'Università di Cagliari, del Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto per l'Ambiente Marino Costiero (CNR-IAMC) di Oristano, della società SARAS spa, dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dell'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente-Sardegna (ARPAS).

L'attività in mare dell'indomani, il 7 luglio, ha visto tre pattugliatori con capacità antinquinamento, le navi Sirio, Orione e Vega, in coordinamento con mezzi  della Capitanerie di Porto e del Consorzio Castalia, mettere in campo oltre 250 uomini e donne e sistemi uitili per contrastare uno sversamento simulato di oltre 500 metri cubi di idrocarburi, che si è finto fossero fuoriusciti nel Golfo di Cagliari da una petroliera incidentata, simulata da nave Procida, in seguito a una collisione, il tutto in uno scenario assolutamente verosimile, considerato il volume di traffico mercantile nella zona dell'esercitazione legato al locale polo petrolchimico.

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Effettuato il contenimento della macchia inquinante con le panne galleggianti, prelevato un campione dell'acqua contaminata per effettuarne l'analisi a bordo dell'Orione e ottimizzare quindi gli interventi antinquinamento, tutte le navi hanno impiegato i propri skimmer per raccogliere dal mare gli idrocarburi (rimozione).

Contemporaneamente la Prefettura di Cagliari, in costante collegamento in teleconferenza con le unità in mare e la sala operativa della Capitaneria di Porto, ha attivato la propria sala operativa, simulando di mettere in atto gli interventi volti a contrastare a terra lo spiaggiamento (simulato) della macchia oleosa.

Durante la fase in mare della Caralis le navi della Marina hanno impiegato un combustibile sintetico di origine rinnovabile alternativo al petrolio, il cosiddetto Green Diesel, che consente di ridurre di circa il 40% le emissioni di CO2 e di abbassare, in modo non trascurabile, la produzione di polveri sottili. L'utilizzo di questi combustibili, che vede la Marina all'avanguardia mondiale, rientra nel concetto di Flotta Verde.

Questo tipo di esercitazioni sono della massima rilevanza, consentendo di addestrare gli equipaggi di tutti i mezzi coinvolti in modo realistico e sinergico alle operazioni antinquinamento, sotto la guida del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare su scala nazionale.


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