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RID - Rivista Italiana Difesa 21-06-2016 Costanza Ferro nel nuoto sincronizzato Oggi vi presentiamo il sottocapo Costanza Ferro data: a cura di:

Costanza Ferro è cresciuta nella società Blue Shelf Carisa Rari Nantes Savona dall'età di sei anni.
Nel 2013 entra a far parte del Centro Sportivo Agonistico della Marina Militare.
Il suo percorso olimpico nel nuoto sincronizzato doppio e squadra inizia subito dopo le Olimpiadi di Londra 2012.

"Sono stati anni di duro lavoro e grandi sacrifici, essendo una competizione quadriennale e non è facile parteciparvi. Ci siamo date sempre piccoli obbiettivi cercando di migliorare ogni volta partendo dai piccoli trofei fino  alle grandi competizioni. Non è stato un percorso facile, tante soddisfazioni ma anche tante delusioni perchè nonostante l'impegno messo non sempre i risultati arrivavano. E' uno sport che richiede enormi sacrifici, costanza e passione, nel quale è difficile migliorare il proprio punteggio. Ore e ore di lavoro, dalle 8 alle 10 ogni giorno, tra palestra, nuoto, acrobatica, tecnica e le prove degli esercizi da gara.

Dai Mondiali di Kazan sono arrivate le prime e vere soddisfazioni che ci hanno dato quella motivazione fisica e soprattutto mentale in più.

Nell'ultimo anno e mezzo abbiamo costruito le nostre coreografie del doppio con Gana Maximova (allenatrice e coreografa russa) che è riuscita a tirar fuori qualità che ancora nuove. Con lei abbiamo potuto esprimere al meglio le nostre caratteristiche, dandoci cosi la possibilità di crescere. Le gare decisive sono state sicuramente nei giorni di qualifica a Rio De Janeiro dove dopo duri allenamenti e fatiche siamo riuscite a strappare il pass Olimpico sia con il doppio che con la squadra, che non si qualificava da 12 anni. Le emozioni provate in quel momento sono state indescrivibili, dopo anni di lavoro per raggiungere quel traguardo, ripensi a tutto quello che si è passato e a dove vogliamo ancora arrivare. Mai come questo anno siamo state una squadra unita come adesso, tutte con lo stesso obbiettivo e la voglia di far vedere al mondo intero che dopo tante cadute siamo atlete che si sono sempre rialzate, anche davanti alle difficoltà più grosse".


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